🌞 Avviso vacanze estive: la spedizione gratuita con Posta 4 Pro è temporaneamente sospesa. Per gli ordini sotto i 50€ è richiesto un contributo di 2,99€ per la spedizione tracciata.
Scrivici su Whatsapp! Dal Lunedì al Venerdì - Dalle 9 alle 18. +39 379 1215722
Scrivici su Whatsapp! Dal Lunedì al Venerdì - Dalle 9 alle 18. +39 379 1215722

Che Bellastoria la Canapa Light in Puglia

La canapa light è una pianta di cannabis con un basso contenuto di THC, il composto psicoattivo che produce l’effetto “high”. Questa pianta è stata legalizzata in Italia nel 2016 e da allora ha iniziato a diffondersi in molte regioni del paese, compresa la Puglia.

In Puglia, la coltivazione della canapa light è diventata una pratica sempre più diffusa tra gli agricoltori, soprattutto grazie alla grande richiesta di prodotti a base di canapa light. Infatti, molte aziende agricole pugliesi stanno iniziando a investire nella coltivazione della canapa light per la produzione di olio, cosmetici, tessuti, carta, cibo e bevande.

La canapa light in Puglia viene coltivata principalmente in zone costiere e nelle campagne dell’entroterra, dove il clima mediterraneo e la terra fertile creano le condizioni ideali per la crescita della pianta. Inoltre, molte aziende agricole stanno utilizzando tecniche di coltivazione biologica per ottenere prodotti di alta qualità e rispettosi dell’ambiente.

L’industria della canapa light in Puglia sta conoscendo una crescita costante, con numerose aziende che offrono prodotti di alta qualità e che stanno riuscendo a farsi conoscere anche fuori regione. Inoltre, molte di queste aziende stanno creando posti di lavoro e sostenendo l’economia locale.

Tuttavia, c’è ancora molta confusione sulla legalità della canapa light, poiché nonostante sia legalizzata in Italia, ci sono ancora molti dubbi sulle regole per la coltivazione, la produzione e la vendita dei suoi derivati. Inoltre, la differenza tra canapa light e cannabis con un alto contenuto di THC non è sempre chiara per i consumatori, il che può creare problemi per l’industria della canapa light.

In conclusione, la canapa light sta diventando sempre più importante per l’economia pugliese, offrendo opportunità di lavoro e contribuendo alla diversificazione delle attività agricole della regione. Tuttavia, è importante che le autorità locali e nazionali chiariscano le regole e le normative sulla produzione e la commercializzazione della canapa light, al fine di garantire la sua legalità e la sicurezza dei consumatori.

Meglio Legale propone una legge di iniziativa popolare

L’associazione Meglio Legale ha delineato una nuova proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione della cannabis durante la sua ultima riunione tenutasi ieri a Roma. Più di 60 persone hanno partecipato all’incontro preliminare, sia di persona che in streaming, tra cui rappresentanti di movimenti e associazioni come i Giovani Europeisti Verdi, Possibile, Volt, l’Associazione Luca Coscioni e il Forum Droghe, oltre ad imprenditori e lavoratori del settore della cannabis industriale.

Secondo l’associazione, dopo la nascita del Meglio Legale Club, che vuole unire cittadini attivi per superare il proibizionismo, l’incontro di ieri è stato il punto di partenza per una nuova campagna. “Non siamo ingenui, sappiamo che le condizioni politiche non sono favorevoli per una riforma sulla cannabis, ma la grande partecipazione vista in questi anni non ci consente di fermarci”, ha detto la coordinatrice di Meglio Legale, Antonella Soldo, sottolineando la necessità di “tornare in piazza per un confronto che tenga vivo il dibattito su un tema che riguarda il 10% della popolazione”.

L’associazione ha pianificato altre assemblee che si terranno nei prossimi mesi su tutto il territorio nazionale e le date saranno presto pubblicate sui canali di Meglio Legale. L’ultima iniziativa simile risale al 2016, quando furono consegnate 60.000 firme alla Camera a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione della cannabis. La proposta prevedeva la libertà di autoproduzione individuale o associata di cannabis nei Cannabis social club, pratiche semplificate per la produzione commerciale, accesso garantito alla cannabis terapeutica per i malati, l’utilizzo dei proventi della tassazione della cannabis in attività informative e sociali, la depenalizzazione totale dell’uso personale di tutte le sostanze e la liberazione dei detenuti per condotte non più penalmente sanzionabili.

Canapa industriale in Europa

La coltivazione di canapa industriale in Europa ha una lunga storia, risalente a molti secoli fa. Oggi, la canapa industriale è coltivata in molti paesi europei per scopi commerciali e industriali, tra cui la produzione di tessuti, carta, materiali da costruzione, alimenti, integratori alimentari e cosmetici.

L’Unione Europea ha regolamentato la coltivazione di canapa industriale attraverso una serie di leggi e regolamenti, tra cui la legge del 1999 sulla coltivazione di canapa, che definisce le regole per la coltivazione di canapa a basso contenuto di THC (tetraidrocannabinolo), la sostanza psicoattiva presente nella cannabis.

La coltivazione di canapa in Europa è attualmente autorizzata in molti paesi, tra cui Francia, Germania, Italia, Spagna e Olanda. La maggior parte delle colture di canapa industriale in Europa sono di tipo fibra, cioè vengono coltivate per la produzione di fibra tessile, ma sono anche presenti coltivazioni per la produzione di semi e olio.

La coltivazione di canapa industriale in Europa ha subito un aumento negli ultimi anni, grazie alla crescente domanda di prodotti a base di canapa e alla sempre maggiore consapevolezza della sostenibilità ambientale. La canapa industriale è considerata una pianta molto versatile, in grado di crescere in molti tipi di suoli e condizioni climatiche, con un impatto ambientale molto ridotto rispetto ad altre colture.

Tuttavia, è importante notare che la coltivazione di canapa industriale in Europa è ancora soggetta a restrizioni e limitazioni, e i produttori devono rispettare rigorosi standard di qualità e sicurezza per garantire che i loro prodotti siano conformi alle leggi e ai regolamenti europei.

Raccogliere marijuana light

Raccogliere e conservare la marijuana light

Canapa legale, ma come si raccoglie?

Esistono milioni di tecniche su come tagliare, mietere, e seccare la pianta di marijuana light.

Il problema è che il metodo utilizzato per mietere, tagliare, e poi anche conservare i fiori della canapa legale, si rifletterà inevitabilmente sulla qualità del prodotto.

Raccogliere marijuana light, non è quindi un’operazione così semplice come potrebbe apparire, non è esattamente come raccogliere gli asparigi selvatici…tanto per capirci! Per prima cosa occorre preparare le piante al raccolto qualche giorno prima della fine della fioritura della marijuana light.

Il passo successivo è perciò la mietitura vera e propria, come tagliare le piante e prepararle per farle seccare. Il passo finale è l’essiccamento della canapa legale, dove anche un piccolo sbaglio può essere fatale.

Preparare la pianta di marijuana light per la mietitura

Come accennato prima, tra i nostri articoli legati alla coltivazione di marijuana light, abbiamo parlato delle diverse fasi della sua crescita e della lavorazione , tuttavia, non avevavmo ancora trattato l’argomento “raccolta della canapa legale”.

Bene, incominciamo con la prima regola, in questo momento non bisogna più trattare la piante con i fertilizzanti.

Occorre continuare ad innaffiare e spruzzare acqua sulle piante di marijuana light ogni giorno fino ad un paio di giorni prima prima del raccolto, in modo da velocizzare il processo d’essiccamento e ridurre anche il pericolo di formazione di muffe durante l’essiccamento.

Mietitura della marijuana light

Come in tanti aspetti che riguardano la coltivazione della canapa legale, anche in questa parte, dobbiamo specificare che esistono diversi metodi per la mietitura.

Coltivatori commerciali di marijuana legale, che hanno una grande quantità di piante, spesso tagliano solamente le cime, e iniziano a seccarle direttamente. In questo modo però non si otterrà il meglio dalla pianta di canapa, soprattutto per quanto riguarda l’odore .

Per ottenere il meglio dalla mietitura della marijuana legale, occorre invece tagliare una pianta dopo l’altra.

Tagliare le piante appena pochi centimetri al di sopra del terreno. Poi togliere le foglie grandi, facendo attenzione anche a rimuovere lo stelo. Le foglie infatti, toglierebbero energia alla pianta, e di conseguenza anche al fiore.

Ora bisogna lasciare le piante così come sono e metterle a testa in giù in una stanza adatta per l’essiccamento della marijuana light.

In alternativa, si può continuare a rimuovere le foglie di canapa light. Poichè quelle grandi sono già state rimosse, con delle forbici si può procedere a tagliare tutte le foglie di medie e piccole dimensioni, in fine anche quelle vicino alle cime utilizzando delle forbici più piccole.

Quando la pianta di marijuana light non ha più foglie da tagliare, si possono disporre a testa in giù nella stanza.

Essiccamento marijuana light

Questo è il processo dove l’odore guadagna un tocco finale.

Tra i coltivatori di marijuana light commerciali, come al solito, c’è chi usa la strada più facile e veloce soprattutto dato che è essenziale per avere nuovamente lo spazio disponibile per seccare altra marijuana legale.

Quindi, tagliano direttamente le cime e le mettono a seccare in una stanza con un’umidità molto bassa e con una temperatura alta. In questo modo purtroppo, la canapa non ha il tempo di trasformare le ultime sostanze nutritive in resina.

La cosa migliore da fare è appendere le piante di marijuana che non hanno più le foglie, in fila a testa in giù, facendo attenzione che non si tocchino l’una con l’altra, altrimenti si rischia che la muffa rovini tutto il raccolto proprio all’ultimo momento.

L’umidità non deve essere troppo alta, e bisogna controllare che nella stanza ci sia una ventilazione adeguata. Se la temperatura della stanza per essiccare la marijuana legale è quella giusta, tutto sarà pronto per l’uso dopo appena due settimane.

Importante è che la stanza debba essere buia in modo che nessun altro nutriente o energia in genere sia usata dalla pianta. In questo modo tutta l’energia si riverserà sui fiori, facendoli diventare una marijuana light ottima.

La fioritura marijuana light

E’ primavera, svegliatevi semini…di cannabis light, chiaramente!

Oggi vogliamo parlare della fioritura della cannabis legale, ossia del periodo più eccitante della vita della pianta di marijuana light. In questa particolare fase infatti, si decide la quantità e la qualità del raccolto. Dopo la germinazione, è indubbiamente il momento più critico nella coltivazione di marijuana light. Una volta che il seme di cannabis ha germinato la pianta non ha molto bisogno di attenzioni, ma una volta in fase di fioritura è un peccato vedere la pianta in difficoltà. Il periodo medio di fioritura varia dalle 5 alle 8 settimane, quindi bisogna fare attenzione a quelle varietà che fioriscono rapidamente, rispetto ad altre che invece c’impiegano più tempo!

L’inizio del periodo di fioritura della marijuana light

Dal momento che la marijuana è sensibile al cambio di fotoperiodo dovuto alle stagioni, bisogna adattare l’habitat della pianta alle sue necessità. Se si usano le piante di marijuana light auto-fiorenti tuttavia, non c’è bisogno di preoccuparsi, si possono fare sognni tranquilli (più o meno)ma se usate un’altra varietà di marijuana light allora dovrete cambiare il fotoperiodo a 12 ore di luce al giorno. Questo imiterà il periodo di luce dell’habitat naturale. Bisogna anche tener conto di altri fattori, non solo del fotoperiodo. Nel periodo di fioritura la pianta ha bisogno di uno spettro di luce diverso, e per chi non coltiva all’aperto è necessario l’uso di lampade al sodio, o simili. Un altro punto importante è quello dei fertilizzanti, se li si usa. In questo delicato periodo la pianta di marijuana light ha bisogno di più potassio e fosforo rispetto al periodo di crescita. Quindi bisogna fare attenzione alla grande gamma di prodotti di fertilizzanti presenti nei negozii e cercare di usare quelli giusti per ogni fase di crescita della pianta.

Durante le prime settimane di fioritura

Durante la prima settimana di fioritura sarà difficile vedere dei grandi cambiamenti nella pianta di marijuana legale. Gia dalla seconda settimana invece, i cambiamenti saranno notevoli e si potranno notare dei piccoli filetti bianchi e delle piccole protuberanze verdi. Se non state usando semi di marijuana light femminizzati, adesso è l’ultima possibilità per rimuovere le piante maschio, o alla fine vi ritroverete con dei fiori pieni di semi.

Tutte le piante con i filamenti bianchi sono piante femmina, mentre tutte quelle che hanno delle protuberanze verdi sono piante maschio, e produrranno polline all’interno delle protuberanze. Ora bisogna assicurarsi che tutti i fiori ricevano abbastanza luce, in modo da ottenere risultati migliori., ruotare le piante ad esempio, ogni 2 giorni, sarebbe un ottimo modo per far arrivare la giusta quantità di luce per rafforzare i rami ed il tronco, evitando così che i rami si spezzino a causa del peso dei fiori. Questo specialmente la varietà di marijuana light dovesse produrre una grande quantità di fiori enormi.

Come abbiamo detto anche prima, la durata di ogni fase dipende dal tipo di marijuana light della coltivazione. Mediamente però, si noterrano cambiamenti significativi dopo le prime 5-6 settimane. I primi filamenti bianchi diventeranno marroni, ma non significa che la pianta di marijuana light è pronta per essere tagliata, è solo un segno che la pianta sta maturando.

In questa fase del periodo di fioritura la pianta di cannabis legale è molto fragile ed i fiori sono suscettibili a metter muffa. E’ fondamentale tener d’occhio l’umidità, che non dovrà essere superiore al 40% inoltre, se si tratta dell’ultima fase di fioritura, bisogna smettere di dare i fertilizzanti alla pianta dai 10 ai 14 giorni prima di tagliarla, altrimenti si rischia che nei fiori rimangano delle tracce di fertilizzante.

Quando si smettete di fertilizzare il terreno, si deve innaffiare le piante con molta più acqua per fare in modo che la pianta consumi tutte le sostanze nutritive ed elimini il fertilizzante.

Gli ultimi 2 giorni di fioritura si smetterà di innaffiare la pianta di marijuana light, in modo da accelerarne il processo di seccatura. E’ importante sottolineare il fatto che questo processo non abbasserà la qualità finale del prodotto.

Marijuana light quante tipologie ci sono?

Uno sguardo sulle diverse tipologie di piante di marijuana legale

Parlando di marijuana light viene normale chiedersi quante tipologie di canapa light esistano e quali sono le loro differenze. Fondamentalmente possiamo dire che esistono tre diversi tipi di piante di marijuana; almeno queste sono le tre tipologie principali con cui essa si trova in natura. Appartiene alla famiglia delle cannabinacee, ordine delle urticales a cui appartiene la comune ortica. Chi si accinge ad iniziare una coltivazione marijuana light deve conosce bene le differenze tra le 3 diverse tipologie per riuscire addirittura ad incrociarle ed ottenere degli ibridi con caratteristiche nuove.

A questo punto vediamo insieme quali sono queste 3 diverse tipologie di marijuana light :

Incominciamo col parlare della: Cannabis Indica.Si tratta di una delle varietà di cannabis, forse la più conosciuta, originaria dell’India, come il nome evidenzia. La pianta femmina potrebbe ricordare un abete nel periodo che, in natura, viene chiamato fioritura. Le piante di cannabis indica sono alte circa un metro, un metro e mezzo e hanno un “tronco” relativamente legnoso; motivo per cui non è praticamente mai stata usata come fibra a scopo tessile. In India, fin dall’antichità e ancora oggi, è la tipologia di cannabis che viene usata per alcuni composti di carattere medico, come rilassante e anche per uso cerimoniale-meditativo e per inalarne il fumo (in questo caso si utilizzano i fiori secchi della pianta femmina) non ultimo, nelle lontane terre indiane, c’è un buon utilizzo dei fiori di canapa anche in cucina. In generale, questa pianta può dare effetti psicoattivi molto forti e il motivo è da ricercare nel suo contenuto di THC, che tuttavia nel caso di marijuana light deve avere un valore massimo consentito per legge.

Passiamo ora a descrivere invece una seconda tipologia di marijuana light, stiamo parlando della Cannabis Sativa. Questo tipo di marijuana si presenta in natura con piante molto alte; in alcuni casi, con determinati incroci, esse possono arrivare anche a quasi sei metri. Questa tipologia di cannabis è quella utilizzata come fibra tessile. Ma è anche la tipologia che veniva usata per produrre la carta. Poi i giganti dell’industria hanno preferito dare vita alla produzione e allo sfruttamento degli alberi a tal scopo, creando anche un maggiore impatto ambientale (purtroppo). È un tipo di cannabis che, a differenza della Indica, ha un minore e limitato uso medico per il basso contenuto di principio attivo THC a livello di percentuale infatti, questa cannabis produce dall’1% al 5% massimo di THC. In natura essa è presente in America Centrale e in Sud America.

In ultima analisi, vediamo di sapere qualcosa in più circa la Cannabis Ruderalis. È una tipologia di marijuana il cui maggiore interesse risiede nel fatto di essere usata per la coltivazione di ibridi e incroci. È una pianta tenace e robusta, dalla crescita lenta ma resistente: pensate che se ne trovano piante anche in zone freddissime come la Siberia. Anche essa ha un basso contenuto di THC e questo, insieme al fatto che possieda un tronco legnoso, ne ha determinato più che l’uso diretto, l’uso per incroci genetici come dicevamo. Praticamente viene usata per coltivare nuove varietà di marijuana light. Questo è certamente l’aspetto più importante della coltivazione di questa pianta di marijuana legale.

Dopo aver descritto un po’ le caratteristiche principalli delle tre tipologie più diffuse di canapa legale, vogliamo aggiungere una importante peculiarità, comune a tutte le diverse tipologie di marijuana legale.
La pianta di marijuana light può essere di genere maschile o femminile. Ed è la pianta di canapa femmina che regala i fiori ricchi di resina; ed è proprio questa che contiene i principi attivi tra cui il famoso e già citato THC. Quando la pianta femmina produce fiori con una grande quantità di resina, succede che essa intrappoli il polline prodotto dalla pianta di marijuana maschio. Cosa succede allora? Che, a quel punto la pianta femmina comincia a ridurre la produzione di resina per iniziare quella dei semi. Per poter continuare il ciclo di vita. Infatti i semi maturi rappresentano la fine di questo ciclo perché con la loro maturazione la pianta femmina muore ma i semi di marijuana light, cadendo a terra, danno vita ad altre piante.

La pianta di canapa maschio non produce resina ma polline. Quando arriva alla fase di maturazione le piccole sacche in cui è contenuto il polline si aprono. A quel punto il vento e la natura fanno il loro corso facendo sì che questo polline incontri una pianta femmina. Icoltivatori conoscono l’importanza di questo momento e del rispetto dei tempi, l’incontro tra pianta maschio e pianta femmina infatti deve avvenire nel momento giusto per riuscire ad ottenere un prodotto di qualità.

Coltivazione marijuana siete sicuri di voler coltivare maria legale

Coltivazione marijuana ora si puo

Ma siete certi sia così semplice coltivare maria legale ?

La canpa legale è, la parola stessa lo dice: un prodotto non più illegale. Va chiaramente lavorato seguendo i termini di legge. Eppure riuscire a realizzare una coltivazione marijuana non è stato proprio semplicissimo come in molti fanno apparire (soprattutto sul web).

Oltre a gli adempimenti fiscali e legislativi infatti, c’è la produzione del prodotto che va attuata in una determinata maniera, se si vuole ottenere una canapa light idonea ad essere venduta, secondo le vigenti leggi che ne regolarizzano il commercio.

Lavorare il terreno e coltivare maria legale necessita di sacrificio e costanza, una conoscenza del territorio e della terra che si vuole adibire per intraprendere la coltivazione marijuana e soprattutto tanta sperimentazione precisa, scrupolosa, scientificamente di tutti i processi di produzione e lavorazione del prodotto.

Intendiamoci, nessuno verrà a svelarvi i suoi segreti per condurre al meglio una coltivazione marijuana, bisogna quindi apprenderli sul campo, sbagliare, provare e non demoralizzarsi.

Documentarsi molto e seguire seminari e corsi. Se l’idea è quella di coltivare maria legale in maniera professionale e qualitativa, è indispensabile affiancarsi ad agronomi o professionisti che hanno esperienza nel settore, quanto meno in quello agricolo.

Qualche informazione “di base” comunque vogliamo darla in questo articolo, non lo abbiamo certamente scritto per scoraggiare i lettori, ma per informarli.

La nostra esperienza ci porta a dire che la pianta di canapa ad esempio ha bisogno di molta acqua e fertilizzanti se si vogliono massimizzare i risultati. Noi di Bellastoria ad esempio usiamo solo organico e biologico perchè assolutamente contrari al chimico. Per dare anche qualche idea numerica sulla coltivazione marijuana, un ettaro può produrre da 70 a 230 Kg in media di fiori e da 500 a 700 Kg di semi.

Un passo delicato, ma assolutamente inevitabile è quello di far analizzare i prodotti finali prima di metterli in commercio, sia per verificare il contenuto di THC che per monitorare eventuali presenze di metalli pesanti, muffe e cannabinoidi.

Contrariamente a quello che si può pensare, coltivare maria legale non fa diventare ricchi, anche perchè gli intoppi ed i “rischi” sono sempre dietro l’angolo e possono vanificare tutto il lavoro svolto (esattamente come ogni altra coltivazione, anzi, forse anche di più). Per quanto ci riguarda, possiamo asserire che il segreto principale, quanto meno, quello di Bellastoria: è la passione per questa pianta, l’amore per la natura, per l’ambiente che inevitabilmente si trasmettono ad ogni singola bustina confezionata e che fanno la differenza sul prodotto finale.

Search for products

Back to Top
Product has been added to your cart