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	<title>bellastoria Archivi - Bellastoria Growth Shop | Canapa Light</title>
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	<description>Prodotti per la produzione e la crescita di inflorescenze</description>
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		<title>Marijuana light a Venezia storia di una potenza navale da emulare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[PRK]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Aug 2019 08:34:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[marijuana legale curiosita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marijuana light venezia, la storia delle repubblica veneziana legata alla canapa. Era obbligatorio coltivare cannabis per produrre la fibra necessaria alla costruzione delle vele della flotta veneziana.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: left;">Era obbligatorio coltivare canapa a Venezia</h2>
<p style="text-align: left;">Ci piace alternare ai nostri articoli di attualità e sensibilizzazione della questione <a href="https://www.bellastoriaonline.com/">marijuana light</a> a Venezia (in questo caso) ed in generale in Italia, a delle notizie storiche. Sembrerebbero quasi delle semplici curiosità, tuttavia, sono molto utili per divulgare la lunga storia di cui è protagonista la canapa. Una storia che può far capire quanto le potenzialità di questa pianta siano state fondamentali, per degli interi popoli.</p>
<p align="JUSTIFY">Si dice sia indispensabile guardare al passato per cercare il proprio futuro, un po&#8217; come abbiamo fatto noi di Bellastoria, quindi vediamo di ritornare indietro nel tempo all&#8217;epoca della repubblica di Venezia.</p>
<h3 style="text-align: left;" align="JUSTIFY">La marijuana light a Venezia, soffiata dal mare</h3>
<p align="JUSTIFY">Potrebbero dire questo dei marinai veneti se si ritrovassero nei giorni nostri. Certamente non conoscevano il termine marijuana light, ma sicuramente sapevano bene come strutturare le vele delle loro imbarcazioni. Indispensabile per la realizzazione di corde e di vele infatti, la canapa rappresentò, durante l’età della marineria velica, un prodotto strategico per l’intera industria navale.</p>
<p align="JUSTIFY">Dall’alto Medioevo, Venezia si inserì prepotentemente, in un contesto di guerre sul mare e di conseguente potenziamento delle proprie flotte. Divenne quindi necessario affrontare e risolvere le problematiche legate alla convenienza ed alla continuità di fornitura di fibra di canapa. Il problema si risolse inizialmente incrementando le importazioni dal Bolognese, dalle Marche, ma anche dalle più lontane terre pontiche. Solo successivamente, si pensò di integrare il prodotto “estero” con una produzione interna.</p>
<p align="JUSTIFY">Venezia, rappresentava un avamposto di Bisanzio nell’Adriatico settentrionale, un porto di notevole rilevanza per i traffici tra Oriente ed Occidente. Il suo continuo e progressivo sviluppo, soprattutto della propria flotta militare e mercantile, ebbe una importante accelerazione in seguito alla partecipazione alla Quarta Crociata (1202-1204). La sua continua rivalità con Genova, la portò prima all’ampliarsi nel Mediterraneo orientale, infine, all’avvio, durante il Quattrocento, delle “guerre turche”. Per far fronte a tutto questo, la città dovette creare ed armare una marina estremamente stabile. Flotte sempre più numerose si susseguirono in pochissimo tempo, quindi la creazione del grande arsenale di Castello ed alcune strutture minori nei principali centri dello “Stato da Mar”, testimonianze e simboli delle nuove esigenze.</p>
<h3 style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Incremento indiretto dell&#8217;economia con la canapa</h3>
<p align="JUSTIFY">E&#8217; palese come, un incremento, un boom di questo tipo, dovesse essere coadiuvato anche da un massiccio fabbisogno delle materie prime destinate al cantiere di Stato. Non era soltanto il legno ed il ferro, il materiale di cui avevano bisogno le flotte veneziane, si moltiplicava il fabbisogno di canapa, indispensabile alla fabbricazione di cavi e, unitamente al lino o al cotone, di vele. L’incremento della domanda pubblica si scontrò tuttavia con un’offerta assai rigida e caratterizzata dalla concentrazione geografica delle maggiori produzioni, limitate, almeno fino al XV secolo, alle terre emiliane ed a quelle pontiche, e dalla diffusa presenza di piccole piantagioni, generalmente poste ai margini dell’azienda agricola, per lo più atte a generare raccolti di scarsa qualità e quindi incapaci di soddisfare le esigenze degli arsenali.</p>
<p align="JUSTIFY">Venezia reagì alla crescente tensione tra domanda ed offerta riservando la disponibilità delle fibre presenti sul territorio nazionale alla propria cantieristica. Creò una specie di monopolio, consolidò i flussi di importazione provenienti in primo luogo dai mercati emiliani e da quelli della città di Tana, emporio delle fibre russe ed ucraine, e, per aliquote minori, dalle Marche e dal Piemonte.</p>
<h3 style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Rapporti commerciali per incrementare la marijuana light a Venezia</h3>
<p align="JUSTIFY">Mantenere dei solidi rapporti commerciali, si sa, non è cosa facile. Così anche a quei tempi, le crescenti tensioni dell&#8217;ultimo Trecento, il tasso di crescita continuo della domanda dovuto al fiorire dei traffici e dall’ampliarsi delle flotte in tutto il mondo occidentale, accelerò ulteriormente. Al contrario l’offerta fu rimaneggiata dal blocco a gli accessi al Mar Nero da parte dei Turchi nel Mediterraneo orientale. Quando, nel 1461, cadde Trebisonda, la canapa russa non era più lavorata da tempo nei laboratori dell’Arsenale.</p>
<p align="JUSTIFY">Oltre all’evoluzione politica appena tracciata, va evidenziato l&#8217;aumento del potere contrattuale dei produttori bolognesi, ormai beneficiari di un vero e proprio monopolio (come abbiamo detto) che, se duraturo, avrebbe potuto regalare all’Emilia un notevole peso economico, forse, anche politico nell’Italia Nord-orientale.</p>
<p align="JUSTIFY">La partita, tuttavia, non era ancora chiusa, con la conquista veneziana di ampli spazi nell’entroterra veneto durante il primo Quattrocento, vennero modificati, oltre ai confini italiani, anche le possibilità di scelta della Serenissima che, venne a disporre di territori sufficientemente vasti da poter ospitare ampie colture di canapa.</p>
<h3 style="text-align: left;" align="JUSTIFY">La canapa un&#8217;arma nelle mani degli Emiliani</h3>
<p align="JUSTIFY">La classe dirigente veneta iniziò a considerare i Bolognesi non solo monopolisti di una merce essenziale, ma anche detentori di un’arma di ricatto  politico ed economico, la cui potenza doveva essere,  effettivamente smorzata. Maturò così, sotto la duplice pressione dell’avanzata turca e della lotta per il dominio dell’Italia Settentrionale. La decisione di sfruttare le terre padane per modificare a proprio vantaggio una situazione altrimenti bloccata in un’insidiosa dipendenza commerciale.</p>
<p align="JUSTIFY">Una volta sancito il ruolo fondamentale dello Stato nella creazione e gestione delle colture venete, vennero identificate le terre più adatte all’esperimento, definiti con precisione le estensioni coinvolte, acquisite le competenze tecniche necessarie ad una coltivazione ancora poco conosciuta, create nuove infrastrutture. Si predispose infine un’organizzazione di direzione, indirizzo e controllo capace di assicurare l’effettiva applicazione delle procedure di lavorazione ed il reale conseguimento degli obiettivi.</p>
<h3 style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Le nuove regole sulla canapa a Venezia</h3>
<p align="JUSTIFY">In merito a quanto appena scritto, si stabilirono le prime regole sulla “canapicoltura nazionale”. Innanzitutto, circa la sua estensione, si sarebbe sviluppata tra Montagnana, Este e Cologna.</p>
<p align="JUSTIFY">Le piantagioni, poi, si sarebbero avvalse dell’intero “Palù di Prova”, un’area di proprietà della comunità di Montagnana, suddivisa in numerosi lotti ed affittata ai coloni locali. A questi si sarebbero poi aggiunti altri terreni della provincia, ottenuti imponendo a tutti i conduttori di quelle terre di coltivare a canapa un campo per ogni paio di buoi posseduti.“Item volemo ed ordenemo”, diceva la “parte” istitutiva delle piantagioni venete approvata il 25 ottobre 1455, “per dare principio al semenare di detti canevi che i cittadini di Montagnana e suoi borghi [&#8230;] per nostra decisione debbano seminare per cadaun paio di buoi campi doi di canapa” [17]. Il risultato fu di disporre di circa 800 “campi” vincolati.</p>
<p align="JUSTIFY">E&#8217; quanto meno paradossale, se non addirittura grottesco che, centinaia di anni fa, quando si conosceva davvero poco della pianta di canapa, questa venisse usata in moltissime applicazioni, addirittura c&#8217;era una legge che ne imponeva la sua coltivazione.</p>
<p align="JUSTIFY">Oggi invece, che conosciamo tanto di più sulla marijuana light e sulla canapa in generale, malgrado le sue insidacabili caratteristiche e nonostante una legge (con molte lacune, in realtà) che ne regolarizza coltivazione e vendita; si stia facendo di tutto per eliminare questo tipo di attività.</p>

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		<title>Marijuana light contro la chiusura dei cannabis shop ci vuole Più Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[PRK]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Aug 2019 17:32:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Marijuana light, contro la chiusura dei cannabis shop ci vuole Più Europa.<br />
Proposta di legge per evitare la chiusura dei marijuana light shop presentata al Senato da Emma Bonino.</p>
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									<h2 style="text-align: left;">Proposta di legge per evitare la chiusura dei marijuana light shop</h2>
<p style="text-align: left;">E’ di ieri, 8 agosto 2019, la nuova proposta per salvare i negozi di <a href="https://www.bellastoriaonline.com">marijuana light</a> italiani dalla chiusura.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mercato della canapa light in Italia è molto giovane, ma ha coinvolto in pochissimo tempo tantissime attività. C’è chi come noi (Bellastoria) che produce la cannabis, ci sono i rivenditori specializzati, ma anche tante altre attività che, vendono i prodotti a base di canapa legale (erboristerie, tabacchini, Pub, ecc.).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel giro di pochissimo tempo si è venuto a creare un bell’indotto che, stava iniziando a dare dei risultati importanti, sia dal punto di vista delle vendite, che come creazione di nuovi posti di lavoro. Molte aziende hanno iniziato ad investire su questa pianta per diversificare le loro attuali produzioni. Nuovi materiali nel campo del design e della moda, della cosmesi, del benessere. Possiamo dire che la marijuana light ha davvero portato una frizzante aria nuova, di freschezza e di positivismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo, la disinformazione (alla base di tutto, secondo noi!) ha scatenato delle assurde ed insensate fobie. Così, il mercato che iniziava a germogliare ha subito, inevitabilmente le conseguenze di allarmismi e fake news che lo hanno fortemente danneggiato.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ultimi mesi poi, sono stato indubbiamente i più difficili per l’intera filiera produttiva della canapa.</p>
<p style="text-align: justify;">Giusto per avere dei numeri e far capire meglio di cosa stiamo parlando, 2800 shop in tutta Italia e di circa 10mila posti di lavoro sono a rischio a causa della recente sentenza delle Sezioni Unite Penali della Cassazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Se a tutto questo aggiungiamo che i posti di lavoro riguardano ragazzi giovani che dovrebbero essere parte del futuro di questo paese, capite bene che il danno è davvero notevole.</p>
<p style="text-align: justify;">Un passo importante per scongiurare la chiusura di queste attività è stato fatto da + Europa. Emma Bonino ha presentato infatti, una proposta di legge che è stata depositata in Senato nella giornata di ieri.</p>
<p style="text-align: justify;">L’augurio è che possa essere seriamente presa in considerazione, ci sembra davvero assurdo che si debba pregiudicare il sacrificio, il lavoro di tanti ragazzi per qualcosa che “non esiste”. La marijuana light è legale in moltissime nazioni e sta contribuendo alla crescita economica di tanti stati, possibile che non se ne accorga nessuno?</p>
<p style="text-align: justify;">E’ una pianta che se opportunamente lavorata, sa produrre plastiche naturali e non inquinanti, tessuti, carta, combustibile, oltre ad aiutare nella cura di patologie importanti come l’epilessia.</p>
<p style="text-align: justify;">I manufatti realizzati dalla cannabis, non necessitano di filiere lunghe e complesse, al contrario anzi. Questi materiali garantiscono manufatti qualitativamente superiori (anche esteticamente) rispetto a gli stessi “tradizionali”.</p>
<p style="text-align: justify;">Un foglio di carta di canapa dura di più, è più bianco ed inquina molto, molto meno dello stesso foglio realizzato dagli alberi. Discorso simile per i tessuti che, sono in grado (tecnicamente) di sostituire addirittura la fibra di carbonio, poiché hanno caratteristiche tecniche e di leggerezza molto simili.</p>
<p style="text-align: justify;">Potremmo parlare per ore delle caratteristiche della marijuana light, del resto, gli articoli del nostro blog, rappresentano una buona fetta d’informazione in merito. Tutto sta a documentarsi, soprattutto a saper cercare le giuste informazioni.</p>
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		<title>Marijuana light una risorsa pulita che salva l&#8217;ambiente</title>
		<link>https://bellastoria.shop/marijuana-light-risorsa-pulita-che-puo-salvare-il-pianeta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PRK]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Aug 2019 14:13:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Marijuana light: una risorsa pulita che ancora in pochi conoscono. Il modo nuovo di pensare all'ambiente ed alla sua salvaguardia passa dai prodotti a base di canapa light.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: left;"><strong>La salvaguardia dell&#8217;ambiente attraverso l&#8217;uso della marijuana light</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Una delle questioni più attuali, ormai da decenni è quella riguardante l’ambiente. I social e la coscienza verde di molti, sta fortunatamente evidenziando il problema, creando anche il giusto e doveroso interesse, coinvolgendo un po&#8217; tutti quanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti devono sapere che per l’inquinamento, l’effetto serra e la distruzione delle foreste ci sono delle vere soluzioni e non solo dei palliativi. La <a href="https://www.bellastoriaonline.com/">marijuana light</a> vuole appunto dimostrarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Intendiamoci, non sempre quando parliamo di ambiente, lo si fa in maniera corretta. Come in tutte le cose, anche il fattore “verde” è a rischio spropositi e fake news. Si susseguono dibattiti e convegni, ogni qual volta sembra ci sia la possibilità di sostituire il petrolio con materie prime naturali e rinnovabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Notizie che dopo i primi 5 minuti di notorietà, sembrano finire in un dimenticatoio collettivo, sembrano non interessare più a nessuno. Come nessuno sembra si sia accorto, del più grande sperpero di risorse energetiche della Storia, quello del metano (ma questa è un’altra storia).</p>
<p style="text-align: justify;">Immaginare oggi un’economia sviluppata come la nostra, che, possa fare a meno del petrolio, dei milioni di alberi abbattuti annualmente per la carta, è davvero difficile da pensare. Di pari passo purtroppo, le montagne di rifiuti delle nostre città, l’effetto serra i continui disastri ambientali di cui giornalmente siamo informati, sembrano essere diventati delle notizie comuni. Un’abitudine, un rituale, una spaventosa realtà che pur essendo sotto gli occhi di tutti, pare impossibile da sconfiggere.</p>
<h3 style="text-align: left;">Una speranza verde marijuana light per l’ambiente</h3>
<p style="text-align: justify;">Strano a dirsi, pare ci sia una concreta e fondata speranza per affrontare queste problematiche mondiali che stanno progressivamente peggiorando le nostre vite, sotto molti punti di vista.</p>
<p style="text-align: justify;">Se noi di Bellastoria ne stiamo parlando, la soluzione non può essere altro che la marijuana legale. La pianta della canapa è unica al mondo, attraverso la sua coltivazione si possono ricavare materie prime in maniera pulita e naturale. I processi sono economicamente convenienti ed eco sostenibili. Vuoi sapere cosa si potrebbe fare dalla marijuana light?</p>
<p style="text-align: justify;">Tessuti, carta, plastiche, vernici, combustibili, materiali per l’edilizia ed anche un olio alimentare di altissime qualità…Solo per citare alcune applicazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Come già sappiamo, la canapa è stata, tra le specie coltivate, una delle poche conosciute fin dall’antichità sia in Oriente che in Occidente. Si dice sia stata proprio una pianta di marijuana a dare il via all’agricoltura. In Cina essa era usata fin dalla preistoria per fabbricare corde e tessuti, e più di 2000 anni fa è servita per fabbricare il primo foglio di carta.</p>
<p style="text-align: justify;">I Fenici, grandi condottieri del Mediterraneo, usavano questa fibra per le loro vele. Anche in Italia, in Pianura Padana la canapa è stata coltivata per la fibra tessile fin dall’epoca romana.</p>
<h3 style="text-align: left;">Vediamo dettagliatamente cosa si può ottenere dalla lavorazione della canapa</h3>
<p style="text-align: justify;">La canapa può essere coltivata principalmente per due scopi : per la fibra tessile o per i semi. Se si coltiva la canapa per la fibra tessile il raccolto va fatto subito dopo la fioritura, si possono ottenere fibre tessili (20%), stoppa (10%) e legno o canapolo (70%).</p>
<p style="text-align: justify;">Se invece si coltiva la canapa per i semi, la parte fibrosa o tiglio è interamente costituita da stoppa, cioè da fibra di qualità inferiore inadatta per l’uso tessile.</p>
<p style="text-align: justify;">Caratteristica importante della pianta di canapa è la sua produttività. Si tratta di una delle piante più produttive in massa vegetale di tutta la zona temperata. Una coltivazione della durata di tre mesi e mezzo ad esempio, produce una biomassa quattro volte maggiore di quella prodotta dalla stessa superficie di bosco in un anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, molti contadini vogliono riprendere a coltivare la canapa perché, data la sua velocissima crescita, essa sottrae la luce e soffoca tutte le altre erbe presenti sul terreno, liberandolo quindi da tutte le infestanti meglio di quanto non sappiano fare i diserbanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Non vi sembra già un buon inizio?</p>
<h3 style="text-align: left;">I tessuti di canapa</h3>
<p style="text-align: justify;">A chi non piace essere ben vestiti? Ma, parlando di quantità di tessuto, sappiate che un acro di terra, produce circa 500 kg di fibra grezza di canapa, tre volte più del cotone. Ogni kg di canapa, filato rende un filo lungo oltre 700 km. A parità di prezzo gli articoli di canapa sono sempre più richiesti rispetto a quelli di cotone per via della maggiore brillantezza del bianco e per la loro robustezza, assorbenza e durata. Non solo quantità quindi, ma anche qualità. La fibra organica di canapa respira con il corpo ed è biodegradabile. Più isolante ed assorbente del cotone, con una pettinatura maggiore la canapa diventa anche più soffice. La sua capacità super assorbente la rende adatta a fabbricare spugne, tamponi, asciugamani e pannolini. Infine la canapa ha una buona resa anche se mescolata ad altre fibre.</p>
<p style="text-align: justify;">Al contrario del “cugino” cotone, la pianta di marijuana non richiede uso di pesticidi, ed oggi, può essere lavorata in impianti che sostituiscono le lunghe e faticose lavorazioni manuali di un tempo. La fibra della canapa è molto più robusta e dura più a lungo. Attualmente può essere trattata in modo da farla diventare molto sottile e può essere proposta in sostituzione al cotone ed alle fibre sintetiche.</p>
<h3 style="text-align: left;">Semi, olio, vernici di canapa</h3>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo visto l’uso della marijuana light come fibra tessile, ma possiamo ricavare, dalla canapa, anche dei semi.</p>
<p style="text-align: justify;">I semi di canapa contengono proteine di elevato valore biologico nella misura del 24 %, ed un olio nella percentuale che può variare dal 30 al 40 %. Per il loro valore nutritivo i semi di canapa sono stati proposti come rimedio alla carenza di proteine dei paesi in via di sviluppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le qualità dell’olio di canapa sono eccezionali. Particolarmente ricco di grassi insaturi è ideale per correggere ed intervenire positivamente nella dieta di ognuno di noi, prevenendo le malattie del sistema cardiocircolatorio. Altrettanto straordinarie sono le proprietà di questo olio per gli usi industriali: non a caso è stato paragonato all’olio di balena. Le vernici fabbricate con questa materia prima, oltre a non essere inquinanti, sono di qualità incomparabilmente superiore rispetto a quelle prodotte con i derivati del petrolio. Non vi sembra fantastico?</p>
<p style="text-align: justify;">L’olio di canapa può essere sfruttato per realizzare saponi, cosmetici, cere, detersivi (veramente biodegradabili!).</p>
<h3 style="text-align: left;">Carta di canapa</h3>
<p style="text-align: justify;">La carta fatta di fibra di canapa ha molte caratteristiche positive. Grande forza ed estensibilità, opacità, resistenza a strappi e lacerazioni, resistenza all’umidità e capacità di mantenere la piega. Pensate, questa particolare ed antichissima tipologia di carta, può essere riciclata sette volte mantenendo sempre lo stesso spessore contro le sole tre volte della carta d’albero.</p>
<p style="text-align: justify;">La carta di canapa dura secoli e persino millenni; la carta di albero ha una vita di soli 25-80 anni e tende gradualmente ad indurirsi, sbriciolarsi, ingiallirsi, deteriorarsi. Tutti difetti ai quali la carta di canapa è immune. Sembra fantasia, eppure tutto questo è davvero così.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta estratta la fibra tessile e dopo aver raccolto i semi, rimangono la stoppa più la parte legnosa o canapolo. Considerare queste parti solo un semplice sottoprodotto, è un errore che non possiamo commettere. Si tratta infatti di un’altra straordinaria materia prima derivata dalla canapa.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la stoppa infatti, ad esempio, si può fabbricare carta di alta qualità, sottile e resistente. Con le corte fibre cellulosiche del legno si può produrre la carta d’uso più corrente: quella di giornale, dei cartoni, ad esempio.</p>
<h3 style="text-align: left;">Perchè usare la canapa per produrre la carta?</h3>
<p style="text-align: justify;">Fare la carta con la fibra e il legno della canapa comporta importanti vantaggi: innanzitutto per la sua enorme produttività in massa vegetale. Inoltre, è possibile ottenerla, da un’unica coltivazione insieme alla fibra tessile o ai semi. Un altro grosso vantaggio della canapa è costituito dalla bassa percentuale di lignina rispetto al legno degli alberi. Le grandi cartiere attualmente utilizzano solo il legname degli alberi. Il processo per ottenere le microfibre pulite di cellulosa e quindi la pasta per la carta, prevede l’uso di grandi quantità di acidi che servono per sciogliere il legno. Questa operazione, costosa ed inquinante, non sarebbe necessaria con la carta di canapa ottenuta dalla sola fibra. Per quel che riguarda il legno di canapa, ha bisogno di molto meno acido (meno della metà di quello usato per le produzioni tradizionali) per poter ricavare della pasta di carta. Da considerare inoltre che, sia la fibra che il legno di canapa sono già di colore bianco e la carta che se ne ottiene è già stampabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia per renderla completamente bianca è sufficiente un trattamento al perossido di idrogeno (acqua ossigenata), invece dei composti a base di cloro necessari per la carta ricavata dal legno degli alberi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h3 style="text-align: left;">Tavole di canapa</h3>
<p style="text-align: justify;">Un altro materiale che si ricava dalla lavorazione della marijuana light, sono le tavole di canapa appunto. I fusti della pianta vengono pressati con un collante e si possono fabbricare tavole per l’edilizia e la falegnameria in sostituzione del legno. Si tratta di materiali dotati di grande robustezza, flessibilità ed estrema leggerezza.</p>
<h3 style="text-align: left;">La plastica che non ti aspetti</h3>
<p style="text-align: justify;">Ebbene si, pesino la plastica, il materiale più inquinante del mondo si può ricreare con l’uso della canapa light. Dalla cellulosa di cui la pianta di cannabis è ricca, infatti, attraverso un processo di polimerizzazione, si riescono ad ottenere svariati materiali plastici pienamente degradabili che avrebbero una serie di usi importanti per imballaggi, isolanti…ad esempio.</p>
<h3 style="text-align: left;">Marijuana light come combustibile</h3>
<p style="text-align: justify;">La canapa, abbiamo accennato precedentemente, ha un’alta resa in massa vegetale. Viene considerata anche per questo motivo, la pianta ideale per la produzione di combustibili da biomassa in sostituzione dei prodotti petroliferi.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna sapere che, bruciare combustibili da biomassa invece del petrolio, non fa aumentare l’effetto serra. L’anidride carbonica infatti, viene prima sottratta all’atmosfera durante la crescita della pianta, quindi, restituita all’aria al momento della combustione. In questa maniera la quantità di anidride carbonica dell’atmosfera non aumenta. Contrariamente a quanto appena detto, è ciò che succede con la combustione di idrocarburi fossili.</p>
<h3 style="text-align: left;">Cosmetici e medicinali alla canapa</h3>
<p style="text-align: justify;">Per quanto concerne i medicinali, si potrebbe tranquillamente scrivere una enciclopedia. Ne abbiamo parlato più volte nel nostro blog. Sono davvero innumerevoli anche le applicazioni nel campo della cosmesi: abbronzanti, creme contro gli inestetismi della pelle, profumi, essenze, tinture; tutte realizzate con l’ausilio della marijuana light.</p>
<h3 style="text-align: left;">Altri usi della marijuana light</h3>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo parlato di quanto possa essere utile l’uso della canapa nella produzione di moltissime tipologie di prodotti. Quella della cannabis è una pianta davvero estremamente versatile, nessun’altra è come lei.</p>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo parlare adesso di quali possono essere gli usi della marijuana light, oltre ai già citati impieghi nell’industria tessile, della carta, dei materiali compositi, della medicina e della cosmetica. Ogni giorno si studiano nuove applicazioni e si diffondono usi innovativi (bioedilizia, zootecnia, florovivaismo) in settori nei quali è prevedibile un mercato in forte espansione.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella sola U.E. ad esempio, vengono utilizzati per imballaggi circa 6 milioni di tonnellate all’anno di sostanze plastiche, esse potrebbero essere sostituite con polimeri o direttamente con fibre vegetali.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche per i materiali compositi, si potrebbero sostituire le attuali 400.000 tonnellate di fibre di vetro, non riciclabili, con la fibra di canapa.</p>
<p style="text-align: justify;">Non va sicuramente trascurato il settore della bioedilizia. Sia come materiale isolante per pareti e solai, ma soprattutto in sostituzione o misto al polistirolo per alleggerire conglomerati cementizi. Non solo in solai, ma addirittura strutture portanti, create con pannelli a base di canapa.</p>
<h3 style="text-align: left;">Marijuana light, siamo giunti alla fine</h3>
<p style="text-align: justify;">Se è vero che con la canapa si possono produrre tutte le cose elencate sopra (e tantissime altre ancora), come mai le proprietà di questa pianta sono ancora così poco conosciute e così poco sfruttate? Una bella domanda non vi pare…Le risposte potrebbero essere tante, molte sono celate (manco tanto) nei nostri articoli, in più, magari ci potrebbe essere una qualche “leggerissima” pressione da parte di grandi multinazionali che non gradirebbero di ridurre i loro introiti, ma soprattutto nella disinformazione che circonda il mondo della canapa light.</p>
<p style="text-align: justify;">La lunga pausa nella sua coltivazione, ha certamente reso difficile oggi il suo rilancio. Fortunatamente però qualcosa sta cambiando proprio grazie al ritorno dei campi di canapa. Certamente i processi di lavorazione della materia prima devono essere riprogettati ed adeguati ai tempi.</p>
<p style="text-align: justify;">Bellastoria auspica che si possano integrare le informazioni storiche sulla canapa e costruire nuove applicazioni per questa pianta rivoluzionaria che, fortunatamente, da qualche anno sta già suscitando interesse e ricerca da parte di nazioni intere. Pensare alla marijuana light come una possibilità positiva che la natura ci dona per migliorare l’ambiente e la nostra salute, deve diventare il punto di partenza se vogliamo trovare un rimedio valido, veloce e sicuro alla salvaguardia del pianeta. L’alternativa alle plastiche, al petrolio, al disboscamento, c’è, esiste…non pensiate sia arrivato il momento di usarla?</p>
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		<title>Marijuana light fake news dal mondo della canapa</title>
		<link>https://bellastoria.shop/marijuana-light-fake-news-dubitare-e-ricercare-sono-le-basi-delle-notizie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PRK]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Aug 2019 17:11:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[marijuana light]]></category>
		<category><![CDATA[bellastoria]]></category>
		<category><![CDATA[canapa light]]></category>
		<category><![CDATA[cbd]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marijuana Lightcosa c'è dietro l'informazione italiana della canpa light. Il punto di Bellastoria sulla questione fake news relative al mondo della cannabis.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: left;"><strong>Dubitare e ricercare sono le basi delle notizie sulla marijuana light</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Parlare di <a href="https://www.bellastoriaonline.com/">marijuana light</a>, fa sicuramente parte del nostro mestiere. Ci ritroviamo molto spesso, non solo a scrivere sul nostro blog ma, anche a parlare con conoscenti, amici di amici del nostro lavoro. Il pensiero che ha spinto PRK a creare il marchio Bellastoria per la coltivazione della canapa light, non è solo un business.</p>
<p style="text-align: justify;">Il periodo storico in cui viviamo, non ci aiuta sicuramente a perorare la nostra causa. Tuttavia siamo cocciuti e determinati a svolgere bene il nostro lavoro, quindi a dimostrare con i fatti, il senso della nostra mission.</p>
<p style="text-align: justify;">Una delle cose più difficili ma, probabilmente più gratificante delle public relation legate al mondo della marijuana light, è comunicare a chi non vuol sentire.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono persone che apprezzano i nostri prodotti, ed allora argomentiamo le caratteristiche tecniche, scendendo anche nei dettagli. C’è chi è scettico ma non conosce l’argomento cannabis, quindi si ritrova a fissarci in maniera “sospetta”.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando affermiamo che non solo è legale (se si seguono i termini di legge) ma che, può essere usata per moltissime applicazioni. Come tessuto ad esempio, in una miriade di applicazioni tecniche e di materiali compositi. I semi sono eccellenti integratori alimentari e sono usati per produrre farine alternative (magari per intolleranti o allergici), olio di CBD per la salute. Infine, lo studio (ancora in corso) sull’uso della marijuana in campo medico nell’aiuto a malattie come l’epilessia ed il cancro, solo per citare le più importanti, portrebbero una svolta epocale.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Marijuana light: vedo la gente scema</h3>
<p style="text-align: justify;">Non diceva forse così un tormentone di qualche anno fa?</p>
<p style="text-align: justify;">Intendiamoci, quando diciamo che parlando di canapa legale la gente diventa “scema” è un modo per descrivere le loro impressioni, manco stessimo parlando di extra terrestri. La colpa non è sicuramente loro, visto che troppo spesso, le informazioni dei media e della stampa, come abbiamo sottolineato più volte, tendono a screditare ed associare la marijuana light, esclusivamente alle droghe. Ci si dimentica con molta facilità che per legge, si può produrre e vendere infiorescenze che rispettino determinati limiti di THC (la molecola psicotropa),&nbsp; che in realtà la canapa è costituita da centinaia di altre sostanze, non solo dal THC.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ come se da l’oggi al domani smettessimo di andare allo stadio, solo perché c’è una piccola percentuale di teppisti che non hanno nulla a che fare con lo sport. La soluzione non è quella di privarci della partita di calcio, piuttosto di escludere, denunciare, emarginare chi vandalizza questi eventi sportivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Così farebbe un popolo civile ed intelligente, come quello italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, non va sottovalutato il fattore legato al traffico di stupefacenti, ci sono casi eclatanti come quelli Americani, Canadesi, Olandesi. In questi stati, la legalizzazione delle droghe leggere ha diminuito sensibilmente non solo il traffico illegale della marijuana (con THC!) ma anche quello di droghe pesanti come l’eroina e la cocaina. Tutto questo non viene purtroppo sponsorizzato giornalmente, anzi. Non siamo solo noi a dire questo, ma potrete trovare valide su quanto appena detto, anche su autorevoli fonti mediche o siti stranieri.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro augurio quindi è come sempre, quello di cercare le informazione, quelle corrette e valutare attentamente ogni singolo articolo o servizio, senza preclusioni mentali ed arcaiche. La verità va fatta propria, va cercata, ed a quanti (seriamente) credono che la gente sia davvero scema, bisogna rispondere : Cca nisciuno è fess.</p>
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		<title>CBD dalla Marijuana light la molecola delle meraviglie dalle grandi potenzialità terapeutiche</title>
		<link>https://bellastoria.shop/cbd-dalla-marijuana-light-la-molecola-dalle-grandi-potenzialita-terapeutiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PRK]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jul 2019 16:28:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[marijuana light]]></category>
		<category><![CDATA[bellastoria]]></category>
		<category><![CDATA[canapa light]]></category>
		<category><![CDATA[cbd]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marijuana Light e CBD la storia di Ben che ha aiutato molte altri pazienti deve farci riflettere sull'importanza del CBD e della ricerca che bisogna fare sulla marijuana kight perchè sono ancora pochi gli aspetti che conosciamo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<section class="av_textblock_section ">
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<h2>Il CBD potrebbe avere grandi potenzialità terapeutiche</h2>
</div>
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<p>Non siamo ancora stanchi di parlare del CBD, una molecola ricavata dalla <a href="https://www.bellastoriaonline.com/">marijuana light</a>. Sono davvero in tanti a manifestare le enormi potenzialità terapeutiche della sostanza ricavata dalla cannabis. Divenuta ormai popolare, secondo molti esperti potrebbe davvero dare un contributo importante in molte patologie. Gli studi sono ancora in corso e mancano le regole, tuttavia noi ci chiamiamo Bellastoria, perciò, perché non raccontare anche l’avventura di Ben?</p>
<p>Come più volte detto, produciamo canapa light di qualità, 100% Naturale e Legale. Non siamo medici ma, favoriamo la divulgazione di notizie ed esperienze concrete, reali, vere. Il mondo della canapa light è invaso da una marea di informazioni false o poco chiare. Come detto più volte, è molto più semplice screditare che informare, soprattutto se si è alla ricerca dei famosi 15 minuti di notorietà.</p>
<p>Tutto questo a noi non interessa, anzi. Ragion per cui siamo sempre alla ricerca di quelle curiosità o notizie vere, “certificate”.</p>
<p>Ci sembrava bello, raccontarvi di un altro caso in cui la marijuana light è servita a rendere migliore la vita di molte persone.</p>
<h3>Ben, la speranza che non muore mai: il CBD contro l’epilessia</h3>
<p>La polimicrogiria è una malformazione della corteccia cerebrale che provoca l’epilessia. Fin dai primi 3 mesi di vita, Ben ha dovuto imparare a combattere con questa malattia. Aveva quasi tre anni, quando la madre, Catherine Jacobson, sentì parlare per la prima volta delle proprietà curative della canapa. Nel corso degli anni Catherine e suo marito avevano provato almeno sedici farmaci diversi, ma nessuno aveva prodotto benefici duraturi. Accettare la terribile possibilità che il figlio continuasse ad avere crisi epilettiche fino all’inevitabile peggioramento che, ne avrebbe causato la morte; non era per nulla facile da accettare.</p>
<p>Un insolito convegno tenutosi nel 2012, ha portato un filo di speranza nella vita di questa famiglia Americana.</p>
<p>La conferenza era diversa dal solito, non era rivolta infatti solo ai medici o alle case farmaceutiche; bensì anche ai familiari di persone affette da epilessia. L’intento principale era perciò uno solo: mettere nuove terapie a disposizione delle persone il più rapidamente possibile.</p>
<h3>Quasi per caso</h3>
<p>Casuale, quanto provvidenziale per i genitori di Ben, fu l’incontro con Jason David. Jason, aveva scambiato delle chiacchere davanti alla sala del convegno. Non era un oratore e nemmeno troppo interessato alla conferenza. Cosa ci facesse li?</p>
<p>La sua famiglia aveva vissuto un’odissea e lui era stato vicino a perdere la fiducia nella medicina tradizionale.</p>
<p>Sosteneva di aver curato le crisi del figlio con un estratto della cannabis, era li, proprio per cercare di divulgare la notizia, di raccontare a chiunque quello che aveva riscontrato sulla “sua pelle”.</p>
<p>Era arrivato a testare estratti di canapa, dopo aver scoperto che il governo federale deteneva un brevetto sul cannabidiolo, una molecola derivata dalla canapa, comunemente chiamata Cbd. Avrà probabilmente pensato che se interessava ai “federali” , magari c’era un qualche motivo valido che ancora, “i comuni mortali” non conoscevano.</p>
<p>A differenza della più nota molecola Thc, il Cbd non ha proprietà psicoattive. Alla fine degli anni novanta, gli scienziati del National institute of health, un’agenzia del dipartimento della salute statunitense, scoprirono che poteva avere effetti curativi importanti.</p>
<p>I test in provetta, misero in risalto come, la molecola riuscisse a proteggere i neuroni dallo stress ossidativo, un processo di danneggiamento che si verifica in molti disturbi neurologici, compresa l’epilessia.</p>
<p>Catherine, la mamma di Ben, aveva un dottorato di ricerca in neuroscienze. Ascoltando David e leggendo i pochi studi pubblicati sul Cbd, ha cambiato l’argomento del suo post-dottorato e si è messa a studiare il gruppo di genitori che curavano i figli con estratti di cannabis.</p>
<p>La sua attenzione venne poi completamente catturata, da uno studio fatto da alcuni ricercatori brasiliani nel 1980. Su sedici pazienti epilettici, otto erano stati trattati con il Cbd, l’altra metà con pillole di zucchero. Nella metà dei pazienti che avevano assunto il Cbd le crisi erano scomparse quasi completamente e in altri tre casi erano diminuite di intensità. Nel gruppo trattato con il placebo solo un paziente era migliorato.</p>
<h3>I medicinali non aiutavano Ben</h3>
<p>Fino ad allora infatti, i medicinali antiepilettici disponibili in commercio che non avevano minimamente aiutato Ben prendevano di mira solo certi canali ionici e certi recettori sulla superficie dei neuroni, sempre gli stessi.</p>
<p>Il Cbd agiva seguendo percorsi diversi, ma ancora misteriosi. Il solo pensiero di Catherine Jacobson era di riuscire a trovare un estratto di CBD adatto a realizzare un nuovo tipo di farmaco per Ben. La cannabis terapeutica era legale in California dal 1996, quindi teoricamente il CBD sarebbe stato subito accessibile.</p>
<p>Qualche anno dopo infatti il CBD era praticamente ovunque, nelle gomme da masticare, cioccolata e caramelle, lozioni da strofinare sulle articolazioni doloranti, oli, supposte vaginali “lenitive”.</p>
<p>Alcuni genitori tentarono di improvvisare le cure per i propri figli epilettici con tinture alla cannabis, prodotti da forno; alcuni sostennero di essere riusciti ad avere risultati positivi. In realtà, molti di questi prodotti furono analizzati in laboratorio, quasi sempre contenevano pochissimo CBD e troppo THC. Quindi non solo erano “intrugli” psicotropi ma inefficaci contro le crisi epilettiche. Intanto la salute di Ben veniva compromessa sempre di più, le crisi potevano arrivare in qualsiasi momento. Il bambino era ad alto rischio di morte improvvisa e inattesa per epilessia: Sudep.</p>
<h3>Il CBD poteva essere una strada, bisognava non arrendersi</h3>
<p>La disperazione e la forza di questa mamma che, non volle arrendersi alla malattia del figlio, la portò in un fatiscente quartiere di Oakland, in California, per comprare un chilo di cannabis ad alto contenuto di Cbd. Dopo un anno di lavoro e sperimentazione, nella cucina di casa, riuscì finalmente ad estrarre una sostanza con un’alta percentuale di CBD ed un valore di THC irrilevante. I passi compiuti furono però ancora molti, negli anni successivi riuscì persino a far approvare un farmaco a base di CBD, riuscendo ad aiutare molti altri casi; tuttavia, la condizione di Ben Jacobson era più incerta e “Continua a peggiorare”.</p>
<p>Purtroppo Ben non ha avuto lo stesso risultato ottenuto da Charlotte Figi, ad esempio (di cui abbiamo scritto in un articolo precedente) o da altri pazienti.</p>
<p>Questa storia a lieto fine per metà, e per l’altra metà ancora da scrivere deve far pensare e sensibilizzare l’opinione pubblica, le istituzioni, nonché i ricercatori e la medicina tutta. Continuare e perseverare nella ricerca, nella sperimentazione del CBD e nello studio della marijuana light per capire perché in alcuni soggetti ha effetti sbalorditivi ed in altri invece no. La certezza è che si sono avuti risultati positivi e non ci sono stati invece delle negatività, al massimo non ha portato benefici. Vale la pena quindi nutrire una forte speranza e combattere come Catherine per migliorare le vite dei “piccoli Ben” e delle loro famiglie.</p>
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		<title>Marijuana light uso medico della marijuana legale</title>
		<link>https://bellastoria.shop/marijuana-light-uso-medico-della-marijuana-legale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PRK]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2019 08:44:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[marijuana light]]></category>
		<category><![CDATA[bellastoria]]></category>
		<category><![CDATA[canapa light]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marijuana Light e canapa per uso medico. Notizie sull'uso e l'applicazione della marijuana per la cura di alcune patologie. Una bellastoria da ricordare sempre, malgrado siano passati tanti anni, protagonista la canapa light ad alto contenuto di CBD.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">NOTIZIE DI BELLASTORIA SULL’USO DELLA MARIJUANA LIGHT</span></span></span></h2>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Prima di affrontare il nostro tema, legato all’uso della </span></span></span><a href="https://www.bellastoriaonline.com/"><span style="color: #719430;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><u>marijuana light</u></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"> uso medico, vogliamo dare delle informazioni di massima circa questa pianta.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">La Canapa è una pianta annuale e dioica, ovvero esistono esemplari con fiori maschili ed altri con fiori femminili. In ambienti particolarmente ostili possono verificarsi casi d’ermafroditismo. Essa presenta una lunga radice a fittone ed un fusto ruvido la cui altezza varia da 80 cm a 3 m.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">In caso di crescita in masse fitte, le piante sviluppano pochi rami corti con gli internodi lontani, altrimenti esse presentano fitte ramificazioni, che in alcune varietà possono essere lunghe come lo stelo centrale.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Le foglie nella pianta della canapa, sono opposte, picciolate, palmate, e sono composte da foglioline lanceolate e seghettate. Inizialmente si sviluppano opposte poi, durante la fioritura, alternate. Sono composte dapprima di una fogliolina, poi di 3, 5, 7, fino a un massimo di 13, secondo la quantità di luce quotidiana che ricevono.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">I fiori femminili, portanti il seme, sono composti da un calice contenete un ovulo pendulo e da uno o due pistilli. E’ nel calice che si trova la più alta concentrazione di resina ed è lì che in caso di fertilizzazione comincia a formarsi il seme. I fiori maschili, di colore bianco – giallognolo, giunti a maturazione rilasciano il polline e la pianta maschio, giunta alla fine del suo ciclo, muore.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">La Canapa risulta essere una pianta di notevole variabilità morfologica e fisiologica, con forme precoci e tardive, diverse per l’aspetto delle foglie e dei semi.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">La pianta di canapa, predilige i climi temperati e l’assenza di vento, temperature di poco superiori allo zero per la germinazione, di 20° C per la fioritura e di 13° C per la maturazione.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Si adatta a quasi tutti i terreni ma predilige quelli soffici, profondi e permeabili.</span></span></span></p>
<h3 class="western" align="JUSTIFY"><span style="color: #83a846;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><b>Canapa medica nell’ antica Cina</b></span></span></span></h3>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Già l’antica dinastia cinese, conosceva ed usava la pianta della canapa (certamente non quella light). In Cina, le tracce della coltivazione della canapa risalgono al III millennio avanti Cristo. I semi di canapa, insieme a quelli di miglio, erano considerati tra i più importanti nell’ alimentazione. La prima citazione nota dell’uso della cannabis è contenuta in un testo tradizionale della medicina cinese, il Shen Nung Ben Ts’ ao che, secondo la leggenda, sarebbe stata composta nel 2737 a.C. dal mitico fondatore della scienza medica cinese, l’imperatore Shen Nung.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">In un altro testo pervenutoci, lo Shih-Ching, del IX secolo, viene descritto l’utilizzo nei riti religiosi della cannabis, che era già definita pianta sacra nel Chu-Tzu. Lo Shen Nung Ben Ts’ ao descrive l’utilizzo di trecento farmaci, tra i quali la cannabis, che in cinese si chiama ma. In realtà, il termine “ma” allude però ad effetti psichici negativi.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">La canapa medica veniva impiegata per la cura dei dolori di origine reumatica e gottosa, dei disturbi ginecologici, della malaria e del beri-beri. La malaria è spesso accompagnata dal mal di testa, il beri-beri, dovuto alla carenza di vitamina B1, da disturbi neurologici: si può desumere che la cannabis servisse a curarne i sintomi.<br />
Il chirurgo cinese Hua T’ o, nel corso delle operazioni, impiegava la cannabis come anestetico. Si pensa che venissero somministrate dosi masicce di ma-yo, una mistura di resina di cannabis e di vino – fino allo svenimento. Hua T’ o, per lenire i dolori utilizzava accanto alla ma-yo anche l’agopuntura e la moxa. In uno studio del 1988, il THC, combinato con gli oppiacei, è indicato per lenire il dolore dell’agopuntura elettrica. Pare verosimile che l’efficacia della canapa e dell’agopuntura fosse già nota duemila anni fa.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Per migliaia di anni, un manuale di riferimento della medicina cinese è stato quello in cinquanta volumi Ben TS’ ao Kang Mu di Li Shih-Chen, redatto nel XVI secolo, sotto la dinastia Ming. Li Shih-Chen aveva raccolto e sistematizzato la conoscenza medica di centinaia di piante, di animali e di ottomila preparazioni mediche, delle quali molte ancora utilizzate.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Oltre al THC, in Cina veniva utilizzato per scopi medici anche il seme di canapa. Risalgono al XIV secolo le prime indicazioni circa l’utilizzo dei semi dalle molteplici proprietà. Un prolungato consumo di semi di canapa avrebbe garantito longevità e buona salute.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">I semi di canapa venivano somministrati nei casi di dismenorrea, di indigestione oppure nella tendenza alla debolezza intestinale, nel vomito, nelle intossicazioni e nella diarrea. Nelle malattie della pelle, nelle ulcere, nella lebbra e nelle ferite era molto diffuso anche l’utilizzo esterno dell’olio e del succo della pianta. La validità dell’utilizzo esterno trova conferma nell’ azione antibiotica dei cannabinoidi, dimostrata negli ultimi decenni e dovuta agli acidi gamma-linolenici presenti nell’olio.</span></span></span></p>
<h3 class="western" align="JUSTIFY"><span style="color: #83a846;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><b>Canapa light uso medico: studi sulle patologie neurodegenerative</b></span></span></span></h3>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Canapa e medicina. Cannabis e patologie neurodegenerative. Cannabinoidi e Ictus. Cannabidiolo e morbo di Alzheimer, corea di Huntington, morbo di Parkinson.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Ci viene spesso chiesto dai nostri lettori qual è l’efficacia della canapa in campo medico per la cura di alcune patologie specifiche e quali sono i progressi della scienza in tal senso. Non siamo medici né scienziati, ma ci piace informarci. Quando le fonti sono autorevoli, ufficiali, pubbliche e riconosciute dalla comunità internazionale dei medici e ricercatori, ci piace diffonderle senza esitare.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Ricordiamo che, dal 23 febbraio 2013 in Italia con un decreto del Ministro della salute Balduzzi (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale) la cannabis e i suoi derivati sono prescrivibili come farmaci, in quanto i medicinali di origine vegetale a base di Cannabis (sostanze e preparazioni vegetali, inclusi estratti e tinture) sono stati inseriti nella tabella II, sezione B, aggiornando il decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Cercheremo di dare alcune risposte in maniera scientifica e documentata, citando un’intervista di Repubblica.it del 1998 al ricercatore italiano Maurizio Grimaldi, il farmacologo co-autore dello studio che ha scoperto l’utilità di una sostanza contenuta nella cannabis per la protezione dei tessuti cerebrali, il cannabidiolo, una delle componenti attive. Questa sostanza riesce a prevenire i danni ai tessuti cerebrali senza però provocare gli effetti allucinogeni tipici della “marijuana”.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Lo studio di Hampson e Grimaldi, i cui risultati sono stati pubblicati nei Proceedings of the National Academy of Sciences, primi ad individuare le capacità neuroprotettive di un componente della cannabis, per di più privo di effetti psicoattivi. Da esso, in prospettiva, potrebbe arrivare un farmaco capace di contrastare la terza causa di morte a livello mondiale.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il vecchio articolo in questione, dal titolo: “In caso di ictus è possibile salvare ciò che non è ancora distrutto” parla appunto dell’idea nata (ormai un decennio fa) di studiare ed indagare sull’efficacia della canapa nelle lesioni celebrali. Fino ad allora infatti, si riscontrava come i componenti della cannabis fossero in grado di abbassare la pressione sanguigna oculare ed aiutare la nausea ed il dolore e basta.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Fu per caso, a causa di una migrazione intellettuale (tipica del mondo della ricerca) che negli Stati Uniti al National Institute of Health si incontrarono Grimaldi ed Hampson. Il primo anni addietro, aveva lavorato al dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Napoli, occupandosi delle sostanze cosiddette neurotrofiche, cioè quelle che favoriscono lo sviluppo e la sopravvivenza dei neuroni. Hampson negli stessi anni, studiava l’anandamide, una sostanza analoga ai principi attivi della cannabis prodotta naturalmente dall’organismo. L’incontro portò i due ad ipotizzare di unire le conoscenze e vedere se i cannabinoidi, cioè i principi attivi della marijuana, giocavano un ruolo nella fisiologia ed eventualmente nella patologia del sistema nervoso centrale. Con somma sorpresa, scoprirono che avevano un potente effetto protettivo contro la morte neuronale che avviene, ad esempio, nei casi di ictus cerebrale.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Come si verifica questa protezione da parte delle sostanze presenti nella canapa?</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">I cannabinoidi sono dei forti antiossidanti, vale a dire che sono in grado di neutralizzare le molecole ossidanti potenzialmente pericolose specialmente a livello cerebrale. Quando si è colpiti da un ictus, una parte consistente del danno non si verifica subito, in conseguenza della mancanza di ossigeno al cervello, ma per colpa di una serie di reazioni chimiche che scatenano la produzione di agenti ossidanti fortemente distruttivi. Questi agenti disgregano le cellule un pò come se le bruciassero. Uno di essi, ad esempio, è il perossido, che altro non è che la comune acqua ossigenata. Come può constatare chiunque lo applichi ad una ferita aperta per disinfettarla, si tratta di una sostanza molto aggressiva, in grado di uccidere velocemente le cellule nervose. Per intenderci, il perossido appartiene alla categoria dei radicali liberi, di cui si parla molto per il ruolo che giocano nei processi di invecchiamento dell’organismo in generale.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">I componenti attivi della cannabis, la cui azione antiossidante sembra superiore persino a quella delle vitamine E e C, riescono a bloccare il perossido e gli altri agenti lesivi che si basano sullo stesso meccanismo ossidante. In più, data la grande diffusibilità cerebrale dei cannabinoidi, è facile farli arrivare direttamente dove ce n’è più bisogno.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Questa ricerca, enfatizzò il fatto che una delle componenti della cannabis non provocava effetti psicoattivi. Il cannabidiolo, o CBD, a differenza di altri cannabinoidi, non stimola il cervello a produrre le attività che provocano alterazione mentale come ad esempio gli effetti piacevoli ricercati dai fumatori di marijuana. Tuttavia, mantiene intatto il suo potere antiossidante e quindi permette di intervenire terapeuticamente senza effetti collaterali e con una bassissima tossicità. Si tratta, insomma, di un farmaco antiossidante e non psicoattivo in alternativa alle sostanze psicoattive, provviste in questo caso dell’effetto euforizzante indesiderato.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Capite bene che tutto questo all’epoca fece davvero molto scalpore, anche se purtroppo, il cannabidiolo (CBD) non può riparare i danni dell’ictus cerebrale. Ciò che è stato irrimediabilmente danneggiato non può, almeno oggi, essere recuperato nel cervello. Riesce però, almeno secondo le indicazioni che vengono da questa ricerca, salvare ciò che non è ancora irreparabilmente distrutto. Tutto dipende, insomma, da quanto rapidamente si riesce ad intervenire, e quindi a minimizzare il danno e a favorire il massimo del recupero della funzione cerebrale.</span></span></span></p>
<h3 class="western" align="JUSTIFY"><span style="color: #83a846;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><b>Applicazioni terapeutiche delle radici e del fusto della canapa</b></span></span></span></h3>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Le radici e il fusto di tutte le specie di canapa, compresa la canapa indiana, non contengono THC. Ciò nonostante entrambi hanno effetti terapeutici particolari. Ecco alcune applicazioni pratiche.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Uso interno: cuocere le radici sminuzzate in acqua (radici/acqua=1:10) e bere il decotto ottenuto. Il decotto di radici di canapa mitiga il mal di testa e agisce sulle articolazioni, prevenendo le infiammazioni. Il fusto della pianta di canapa si può masticare crudo, o cuocere fino a ottenere una purea che può essere applicata nei punti doloranti. E’ un’efficace rimedio antiedemigeno (riduce la ritenzione di liquidi, ndr)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Uso esterno: le radici sminuzzate possono essere cotte fino a ottenere una poltiglia che può essere applicata nei punti doloranti. L’ applicazione della purea di radici fredda lenisce slogature, distorsioni e gonfiori.</span></span></span></p>
<h3 class="western" align="JUSTIFY"><span style="color: #83a846;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><b>Uso dell’ olio di canapa light nell’alimentazione</b></span></span></span></h3>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Non solo per alcune patologie, la canapa può essere usata come elemento nutrizionale. I benefici dell’olio di canapa ad esempio, possono essere dei piccoli passi giornalieri verso un’alimentazione salutare che sa preservare la nostra salute.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Vediamo allora quali sono i principali benefici legati al consumo di olio di canapa</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Una dieta ricca di acidi grassi insaturi migliora il metabolismo del colesterolo nel sangue, abbassando in particolare il colesterolo “cattivo” LDL e mantenendo il livelli desiderati di HDL. Questo effetto deriva in particolar modo dall’acido oleico, elemento principale dell’olio d’oliva, e dagli acidi grassi omega-3 e omega-6.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">L’acido linoleico omega-6 e l’acido alfa-linolenico omega-3 sono acidi grassi essenziali, il corpo di fatto non riesce a sintetizzarli da altre molecole. Questi acidi devono essere necessariamente presenti nella nostra dieta in quantità sufficiente per non sviluppare sintomi di carenza. Globalmente gli acidi grassi polinsaturi omega-6 e omega-3 dovrebbero essere assunti in una proporzione ideale di 3:1 fino 5:1.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il seme di canapa presenta una frazione grassa (34-35%) di ottima qualità e di composizione equilibrata, costituita per il 70-75% da una miscela di acidi grassi polinsaturi quali omega-6, omega-3 e l’acido gammalinolenico, insostituibile nel processo di sintesi delle prostaglandine, sostanze che regolano l’attività di numerose ghiandole, dei muscoli e dei ricettori nervosi.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">L’alto valore dell’olio di canapa risiede nel suo fornirci entrambi gli EFA (acidi grassi essenziali) in una proporzione benefica per l’uomo (3:1).</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">La maggior parte degli oli vegetali infatti, non contiene il rapporto ottimale di omega-6/omega-3 (3:1), e tende a promuovere l’accumulo di prodotti intermedi che ostacolano il metabolismo degli acidi grassi. L’olio di semi di canapa, al contrario, è correttamente equilibrato e non promuove accumulo di prodotti metabolici. Considerevole anche la dotazione di vitamine A, E (antiossidanti naturali), PP, C e del gruppo B oltre che di carboidrati e aminoacidi.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">L’olio di canapa ha un odore e un sapore gradevole e può essere utilizzato, sempre a freddo, come condimento per l’insalata, la pasta, il pesce, oppure essere introdotto nell’uso quotidiano al posto degli altri oli di semi.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Come per tutti gli oli vegetali, è importante la qualità dei semi, meglio se biologici; la spremitura a freddo; la conservazione in ambiente fresco ed al buio per evitare l’ossidazione e l’irrancidimento, inconvenienti che possono essere evitati con l’uso di contenitori di vetro scuro e mantenendo la bottiglia in luogo fresco, o nel frigo dopo l’apertura.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Un individuo sano deve assumere preventivamente 10-15ml (circa 2 cucchiai) d’olio di canapa al giorno, per tutto l’anno, con eccezione dei mesi più caldi. Questa dose minima può essere aumentata nel momento del bisogno.</span></span></span></p>
<h3 class="western" align="JUSTIFY"><span style="color: #83a846;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><b>Uno studio tedesco: “La cannabis può distruggere le cellule del tumore ”</b></span></span></span></h3>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Sappiamo bene che quanto stiamo per scrivere è un argomento forte e delicato. Parlare dei tumori è sicuramente una questione medica, ci limiteremo quindi a parlare di una notizia apparsa per la prima volta (qualche anno fa) sulla rivista scientifica “Biochemical Pharmacology”. L’importanza di questo studio firmato da Robert Ramer e Burkhard Hinz, “New Insights into Antimetastatic and Antiangiogenic Effects of Cannabinoids”, che ha portato nuovi scenari sull’efficacia e l’impiego della cannabis terapeutica nella lotta al tumore.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Gli scienziati, asserirono che nella cannabis ci fossero componenti in grado di distruggere le cellule del tumore. La conclusione venne fuori da uno studio dell’Istituto di Tossicologia e Farmacologia dell’Università di Rostock, guidato dal professor Burkhard Hinz. Il suo gruppo di ricerca sperimentò gli effetti dei cannabinoidi sulle cellule tumorali.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Ciò che venne fuori da questo studio fu che, in particolare il tetraidrocannabinolo (noto come THC o Delta-9-Tetraidrocannabinolo) ed il cannabidiolo: rispettivamente un principio attivo ed un metabolita della cannabis; contribuiscono alla distruzione delle cellule tumorali. Si resero conto che le sostanze stimolavano la formazione di una proteina specifica, la ICAM-1, che agendo sulla superficie delle cellule aggredite dal tumore fa “legare” fra di loro le cellule killer del sistema immunitario, facendole scoppiare.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">In parole pavore, i cannabinoidi impediscono alle cellule killer di formare dei vasi sanguigni, impedendo di fatto la crescita del tumore.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Si trattava, per affermazione dello stesso Hinz, di uno studio lungo, ancora ad uno stadio iniziale. Utile tuttavia come prova che i cannabinoidi possano mediare ad una serie di effetti potenzialmente e terapeuticamente utili.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">In effetti, spiegava la ricerca, il THC è stato a lungo usato per alleviare la nausea e il vomito. Mentre il cannabidiolo, che a differenza del THC non ha effetti psicotropi, è approvato per il trattamento dei sintomi spastici nei pazienti affetti da sclerosi multipla.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Inoltre si sa dal 1990 che le cellule umane possono formare da sole dei cannabinoidi che, spiegava Hinz, “hanno effetti antidolorifici e sul controllo dell’appetito”.<br />
Infine già nel 2008 Hinz ed il suo gruppo di ricerca hanno dimostrato che i cannabinoidi rallentano la migrazione delle cellule tumorali nel tessuto circostante. Ed è proprio questa migrazione a causare la metastasi.</span></span></span></p>
<h3 class="western" align="JUSTIFY"><span style="color: #83a846;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><b>La Bellastoria di Charlotte Figi: cannabis per la cura dell’epilessia</b></span></span></span></h3>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Vogliamo concludere il nostro articolo sull’uso della canapa in campo medico, raccontandovi questa storia. Probabilmente l’avrete già sentita o letta altre volte, ma a nostro avviso vale sempre la pena riproporla. Si tratta infatti non solo di una testimonianza sull’uso della canapa light, ma, dell’ennesima dimostrazione di quanto forte possa essere la forza, la determinazione, l’amore; a volte più della stessa ricerca e delle leggi.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Paige Figi ha perso il conto delle volte in cui ha visto sua figlia “morire”. Tutto iniziò nel 2007, quando Charlotte aveva tre mesi. All’epoca Matt, il marito di Paige, arruolato nelle forze speciali Usa, era appena tornato dall’Afghanistan nella casa di Colorado Springs.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Alla fine del bagnetto serale, si rese conto che la piccola non respirava. Gli occhi di Charlotte roteavano all’indietro, la sua pelle era blu, il suo corpo era in preda a violente convulsioni. L’attacco durò trenta minuti. La bambina fu portata d’urgenza all’ospedale, dove secondo le analisi era tutto normale.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">I medici però si sbagliavano. A quel primo attacco ne seguirono molti altri, migliaia.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">A 5 anni Charlotte ne aveva uno ogni venti minuti e i farmaci convenzionali sembravano solo peggiorare la situazione.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Sua madre ha visto il suo cuore fermarsi più volte di quante possa contarne. In alcune occasioni, la morte le sarebbe sembrata una misericordiosa via d’uscita. Una notte del 2008, racconta, dopo aver passato 25 ore in ospedale, era tornata a casa e teneva Charlotte tra le braccia. Saranno state le tre del mattino e pensava che la bambina dormisse. Poco dopo s’è accorta che non era blu, come durante altri attacchi, era grigia. Le sue gengive erano livide, quasi nere. Sentendo i battiti, dal polso, erano così lievi che la piccolina fu data per morta dalla madre.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Paige a quel punto afferrò il telefono, lo mise sul viva voce, compose il 911 e iniziò a praticare la rianimazione cardiopolmonare. Per la prima volta pensò: &lt;&gt;.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Inizialmente gli attacchi si verificavano una o due volte a settimana, e Charlotte, detta Charlie cresceva come la sua gemella. I medici dicevano che con il tempo gli attacchi sarebbero probabilmente scomparsi, ma a due anni le sua capacità cognitive avevano iniziato a peggiorare, così come quelle motorie e di linguaggio.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Infine arrivò la diagnosi: Charlotte era affetta dalla sindrome di Dravet, una forma di epilessia devastante che colpisce in tutto il mondo forse un migliaio di bambini e per la quale non c’era una cura.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">A 5 anni Charlie non parlava più, non sembrava nemmeno umana, spiega Paige. Non camminava, sembrava ubriaca, sbavava e doveva essere alimentata con un tubo. Gli attacchi, trecento a settimana, erano implacabili e non si fermavano nemmeno quando i medici tentavano di indurre il coma. Una miscela di farmaci le stava distruggendo il fegato. Non dormiva anche per quattro giorni di fila. I Figi avevano superato il limite della disperazione. Temevano che il danno al cervello sarebbe diventato irreversibile. Nell’inverno del 2011 Paige e Matt firmarono un “ordine di non rianimare”.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Poi un giorno, Matt Figi si imbatté in un articolo su Internet che parlava di cannabis. La tintura che ha trasformato la vita di Charlotte è verde e limacciosa che, sembra olio per il motore. Una sostanza amara, dal sapore muschiato ed un aroma umido ed agrodolce. Il farmaco conteneva l’estratto di una particolare varietà di cannabis con un contenuto molto basso di tetraidrocannabinolo (THC), la sostanza chimica che causa lo stordimento; al contrario aveva una concentrazione molto alta di cannabidiolo (CBD). Matt scoprì l’esistenza del CBD leggendo la storia di un bambino curato con un estratto simile.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">All’epoca, alcune ricerche indicavano che il CBD potesse essere una cura promettente per l’epilessia. Per decenni, tuttavia, i coltivatori di cannabis hanno deliberatamente favorito la produzione di varietà dall’alto contenuto di THC, e quando nel 2012 Paige si è messa alla ricerca di qualcuno che le fornisse della marijuana light (diremmo oggi) ricca di CBD, ha scoperto che quello della cannabis era un mercato mirato ai tossicodipendenti.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Dopo aver incontrato decine di produttori Paige ha trovato a Denver un dispensario che aveva una piccola quantità di un tipo di cannabis chiamato R4, ad alto contenuto di CBD. Dopo aver pagato circa 800 dollari per due once, Paige ne ha fatto estrarre dell’olio. Mise una goccia sotto la lingua di Charlie ed avvenne il miracolo: la bambina smise di avere attacchi per una settimana.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">La tentazione di credere di aver trovato una cura miracolosa fu davvero forte. Ciò nonostante, somministrare cannabis ad una bambina ha costretto Paige ad avventurarsi in acque sconosciute. Tutti i medici prendevano le distanze, la paura fu tale che, sarebbe stato più facile chiedere di dare a sua figlia della cocaina. Da 40 anni infatti, la marijuana era nella lista delle sostanze “Schedule I”, con droghe pericolose come l’eroina e l’Lsd, mentre la cocaina era classificata, insieme alla metanfetamina, nella lista “Schedule II”, delle sostanze più tollerante. Negli Usa, per procurarsi marijuana con cui compiere ricerche occorreva rivolgersi all’Istituto nazionale per l’abuso di droghe (Nida), organizzazione che fu creata per far conoscere gli effetti nocivi, ma non le proprietà terapeutiche, delle droghe.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Era un venerdì sera, quando, visitò un dispensario di Hollywood, dove la cannabis per fini medici era legale dal 1996. L’ambulatorio era affollato, ma non si sentiva parlare molto di proprietà terapeutiche. Tutti richiedevano la cannabis ad alto contenuto di THC.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">La canapa ad alto contenuto di CBD, di cui aveva bisogno Paige aveva un costo proibitivo. Fu allora che un conoscente le consigliò di contattare Joel Stanley. Gli Stanley erano coltivatori di marijuana per scopi terapeutici. Nel 2012 Page andò a trovarli, chiedendo se avessero la pianta di marijuana e le sue relative analisi che attestassero la concentrazione di CBD. La proporzione tra CBD e THC era di 30 a 1. Gli Stanley infatti, avevano già sentito dei benefici che la loro cannabis ad alto contenuto di THC produceva sui malati di cancro, aiutandoli per esempio a contenere la nausea dopo la chemioterapia. Pensavano che valesse la pena di coltivare la CBD, ma non erano sicuri delle applicazioni. Di certo sapevano che non interessava i tossici. I suoi effetti sulla bambina furono enormi.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Da quando ha iniziato ad essere curata con questo tipo di cannabis, Charlie ha ripreso a camminare, ad andare in bicicletta. Non ha più bisogno di essere alimentata con un tubo, ha detto per la prima volta “papà” e riesce a formulare brevi frasi compiute. Ha abbandonato lo stato semi-catatonico, canta e si scatta “selfie”. In un anno, pare abbia avuto meno attacchi di quanti un tempo ne aveva in un solo giorno.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: HelveticaNeue, Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">A distanza di tempo, i suoi attacchi sono diminuiti del 99,9 percento ed anche sul fronte cognitivo continua a fare progressi. Vale la pena o no, compiere nuove ricerche sulla cannabis? La risposta a questo punto è davvero scontata.</span></span></span></p>
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		<title>Marijuana light non può essere sequestrata</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jun 2019 06:41:12 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">MARIJUANA LIGHT NON PUÒ ESSERE SEQUESTRATA</h2>
<h3 style="text-align: justify;">RIVOLUZIONE PER I PRODOTTI A BASE DI CANAPA LIGHT</h3>
<p style="text-align: justify;">Era la fine del mese scorso, quando, la stampa nazionale sia cartacea che televisiva, divulgava una notizia clamorosa. Sembrava che il mercato della marijuana light e di tutti i prodotti a base di cannabis light in Italia dovesse completamente estinguersi per sempre. Nulla di più falso, come scrivemmo anche noi di Bellastoria, non c’era assolutamente alcuna novità, rispetto alle leggi in vigore. Si trattava di un banalissimo gioco di terrore, notizie valide esclusivamente per cavalcare un’onda mediatica. Si sa, che parlare di marijuana light provoca sempre un effetto BOOM, soprattutto se si annuncia la chiusura delle attività che vendono questi particolari prodotti a base di canapa legale.</p>
<p style="text-align: justify;">Marijuana light: Ecco la bomba!<br />
A questo punto ci sentiamo in dovere, come produttori di marijuana light, di commentare noi, adesso una notizia apparsa qualche giorno fa. Certamente non riusciremo a dare lo stesso impatto mediatico che ha suscitato la FALSA chiusura degli shop, vi chiediamo quindi di condividerla il più possibile. Vogliamo dare il nostro contributo a far capire che dietro la marijuana light esiste tanto lavoro duro, impegno, sacrificio. Esiste un mercato ed un intero settore merceologico che, sta nascendo e crescendo ogni giorno ma, che è ancora fragile, giovane. Che insomma, non può essere compromesso da FALSE news, create probabilmente solo per danneggiare il mercato e per attirare l’attenzione della gente.</p>
<p style="text-align: justify;">La cannabis sativa light non può essere sequestrata<br />
Vi avevamo promesso una notizia Bomba, ed eccola servita. Come dice il titolo: La cannabis sativa light non può essere sequestrata “preventivamente” se non viene provato che il livello di THC supera lo 0,5%. Non siamo certamente noi di Bellastoria a dirlo ma, lo hanno stabilito i giudici del tribunale del Riesame di Genova dopo la sentenza della Cassazione del 30 maggio (quella di cui parlavamo all’inizio). Si tratta della prima pronuncia di un tribunale, destinata a fare da capofila, dopo il caso sollevato dagli ermellini che vietavano la vendita di derivati della cannabis con “efficacia drogante”. La storia, poco piacevole, nasce dal sequestro di infiorescenze, flaconcini di oli, confezioni di tisane e foglie a base di canapa sativa in un negozio di Rapallo, il 3 giugno. Il commerciante, difeso dall’avvocato Salvatore Bottiglieri, si era opposto rivolgendosi al Riesame. I giudici gli hanno dato ragione disponendo la restituzione della merce.</p>
<p style="text-align: justify;">Legge 242 del 2016 è la sola valida<br />
La sentenza di Genova che ha fatto davvero scalpore, ha evidenziato che, secondo i giudici genovesi, manca una norma che stabilisca quale sia la percentuale di principio attivo che rende un prodotto con efficacia psicotropa. La Cassazione ha stabilito che possano essere venduti prodotti contenenti cannabis sativa ma privi di capacità drogante. Attualmente, l’unico riferimento, è una circolare del ministero dell’Interno del 2018, interpretativa della legge 242 del 2016, che dice che rientrano tra le sostante stupefacenti le infiorescenze che superano lo 0,5%. Questa percentuale, sottolinea il Riesame, “resta l’unico parametro per la potenziale efficacia psicotropa. Più chiaro di così.</p>
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		<title>Marijuana light assente al rave più lungo della storia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[PRK]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2019 08:34:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[marijuana light]]></category>
		<category><![CDATA[bellastoria]]></category>
		<category><![CDATA[canapa light]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Non c’era la cannabis, tanto meno la marijuana light al primo e più lungo rave mai fatto</h2>
<p style="text-align: justify;">Una curiosità , ma anche uno spunto di riflessione su come molte volte (troppo spesso in realtà) parlando di cannabis o anche di <a href="https://www.bellastoriaonline.com/">marijuana light</a> si pensi soltanto alle droghe, ai festini ed ai rave party.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi lo avrebbe mai detto che probabilmente uno dei primi rave svoltosi più di 500 anni fa, detiene ancora il record per essere stato il più lungo della storia!</p>
<p style="text-align: justify;">Soprattutto in quanti avrebbero scommesso sull’assenza di cannabis, marijuana, droghe?</p>
<p style="text-align: justify;">Una storia improbabile ma reale, confermata dalle fonti storiche del tempo. Pare che durò almeno un mese e ci furono (purtroppo) decine di morti collassati, ma, andiamo per ordine.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Storia di un rave fuori dal comune</h2>
<p style="text-align: justify;">Nel 1518 in Francia, a Strasburgo ebbe inizio “la festa”. Era il mese di luglio quando, una bizzarra ed inspiegabile epidemia da ballo colpì la città. Più di 400 persone si misero a danzare per strada, non certamente per uso di cannabis o di marijuana light (che a quei tempi, non era ancora nata). A causa di tanto strapazzo che durò molti giorni, chiaramente, in tanti collassarono. Si racconta che tale Frau Troffea, aprì le danze di questo primordiale rave. Incominciò a ballare in maniera forsennata per le strade della città, senza alcuna apparente ragione. Che fosse una matta? Devono aver pensato così all’inizio, eppure, ben presto, altre persone si unirono a lei. Dopo una settimana erano circa una trentina e dopo un mese arrivarono a 400. Come detto anche prima, era luglio e faceva davvero molto caldo. In molti, non sappiamo quanti precisamente, (ma si parla di 15 persone al giorno), persero la vita a causa di malori dovuti appunto, alle alte temperature ed allo sforzo fisico.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Come mai tutti si misero a ballare?</h2>
<p style="text-align: justify;">Veniamo al dunque di questa surreale storia che sembra presa da una notizia apparsa su un cruciverba estivo (tipo: vero o falso). A riportare alla luce l’evento, è stato uno storico della medicina: John Waller che, a tal proposito, ha provato anche ad elaborare delle ipotesi. Per molto tempo s’è pensato che la causa scatenante fosse stata un’intossicazione da ergot, un parassita delle graminacee che poteva contaminare i cibi e provocare anche delle allucinazioni. Poiché questo parassita produce una sostanza chimica “imparentata” con l’LSD; l’ipotesi iniziale fatta da Waller fu che, appunto queste persone sarebbero state colte da sensazioni simili a quelle di un trip. In realtà, secondo lo storico, non si sarebbe trattato esclusivamente di un’ intossicazione, ma anche di una malattia psicologica o di una forma di emulazione. La cosa certa, da fonti dell’epoca è che le autorità non aiutarono a risolvere il problema, anzi, consigliarono alle persone di continuare a ballare!</p>
<h2 style="text-align: justify;">Unico caso della storia?</h2>
<p style="text-align: justify;">Se fino a questo momento il nostro racconto vi ha indotto a pensare che, davvero non ci si può stupire di nulla, non solo quando si parla del futuro ma, anche pensando al passato. Ecco un’altra ennesima “sorpresa”. Un articolo apparso su una rivista storica, sostiene infatti che il caso di Strasburgo, non sia stato isolato. Sicuramente fu eccezionale il numero di persone che riuscì a coinvolgere e la durata, ma appunto, nella storia del medioevo, abbondano racconti molto simili a questo. Si narra di persone che ballarono fino alla morte perché vittime di uno stato di alterazione e di trance (forse) involontario. Il fenomeno scomparve del tutto a partire dall’inizio del secolo successivo.</p>
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		<title>Marijuana light quando ancora non c’era, in Olanda nacquero i coffeshop</title>
		<link>https://bellastoria.shop/marijuana-light-quando-ancora-non-cera-in-olanda-nacquero-i-coffeshop/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[PRK]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2019 08:12:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[marijuana light]]></category>
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		<category><![CDATA[stop marijuana light]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: left;">Coffeshop olandesi non vendevano certo marijuana light, però era legale</h2>
<p style="text-align: justify;">
<p>[/av_textblock]</p>
<p style="text-align: justify;">La storia dei coffeshop olandesi affonda le sue radici in una Amsterdam anni ’70 che ancora viveva, in termini di sostanze stupefacenti, gli strascichi dello spensierato decennio precedente e si apprestava ad affrontare un nuovo e ben più ampio periodo: quello delle droghe pesanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra il 1972 ed il 1973, quasi per scherzo apre i battenti il Mellow Yellow. Si trattava di un Tea House, un locale dove si serviva del tè e ad un tavolo in un angolo era possibile acquistare Cannabis (non certo <a href="https://www.bellastoriaonline.com/">marijuana light</a>, chiaramente!) o Hashish. Il proprietario di questo locale possiamo dire che ha fatto la storia dei coffe shop olandesi, proseguendo poi come imprenditore nel mondo della cannabis.</p>
<h3 style="text-align: left; color:#83a846" align="JUSTIFY">18:00 l’ora del coffeshop</h3>
<p style="text-align: justify;">Il grande successo del Mellow House, spinse ad anticipare l’apertura del locale alle ore 18:00. Nel 1975 ci furono poi le aperture di locali simili, che incominciarono a chiamarsi coffeshop. Inizialmente si trattava di locali per lo più anonimi, senza alcuna vetrina. Seppure fossero socialmente accettati, i coffeshop, diventarono come li conosciamo oggi, solo qualche tempo dopo con l’avvento di altri imprenditori che, riuscirono, attraverso una serie di relazioni con le autorità, a sdoganare definitivamente il concetto di coffeshop.</p>
<h3 style="text-align: left; color:#83a846" align="JUSTIFY">La pubblicità è l’anima del commercio</h3>
<p style="text-align: justify;">Si dice questo da anni, anche per la marijuana olandese dei coffeshop è stato all’incirca così. Non una pubblicità fatta di slogan ed inserzioni ma, strettamente collegata all’ambito culturale. Creare delle vetrine e dare la possibilità ai passanti di guardare all’interno dei coffeshop, rendendoli consapevoli che all’interno non accadeva nulla di male, fu una delle chiavi che aprirono le porte del successo a questa tipologia di locali. Certamente Arjan Roskam è stato l’imprenditore che ha determinato il definitivo consolidamento sociale dei coffeshop. Una delle caratteristiche principali dei suoi locali, che lo distinguevano dagli altri, era che, all’interno si vendeva esclusivamente droga leggera: Marijuana ed Hashish. A differenza di altre realtà in cu si trovavano anche droghe pesanti come, l’eroina.</p>
<h3 style="text-align: left; color:#83a846" align="JUSTIFY">Un grosso problema risolto: le droghe pesanti</h3>
<p style="text-align: justify;">Nei primi anni ’70 il mercato dell’eroina era nelle mani della malavita organizzata di etnia cinese, che determinava una seria piaga sociale. Nel 1975 le autorità videro crescere sempre di più il numero degli eroinomani ad Amsterdam ed in generale in Olanda, da qualche centinaio a 5.000 in soli 2 anni. Decisero quindi di introdurre un drastico giro di vite, rimpatriando un discreto numero di asiatici dediti allo spaccio di droghe pesanti per conto appunto, della mafia cinese.</p>
<p style="text-align: justify;">Le autorità erano concentrate a risolvere problematiche ben più serie e gravi, legate all’eroina ed alle droghe pesanti. I pochi coffeshop che sbocciavano in quel periodo, non rappresentavano un problema. Le autorità si limitavano a sorvegliare il fenomeno.</p>
<h3 style="text-align: left; color:#83a846" align="JUSTIFY">Il boom dei coffeshop che non conoscevano la marijuana light</h3>
<p style="text-align: justify;">Dicevamo che per diverse ragioni, tra cui una tolleranza monitorata del fenomeno coffeshop ha nel corso degli anni fatto moltiplicare queste attività. Dalle prime aperture avvenute nei primi anni ’70, s’è dovuto attendere fino agli anni ’90 per ottenere un regolamento sulla materia. Le prime regole basilari furono: nessun fastidio per l’area circostante, nessuna vendita di droghe pesanti, nessuna pubblicità, nessuna vendita ai minori di 18 anni, non più di 5g a persona. Tra gli anni ’80 e la fine degli anni ’90 si sono contati fino a 600 locali coffeshop ad Amsterdam, drasticamente ridotti fino a circa 250 in seguito a diverse restrizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia, anche in questo caso ci insegna sempre qualcosa. Le autorità ed il governo olandese nel corso degli anni, ha monitorato i coffeshop ed ha concentrato la sua attenzione nel risolvere problematiche molto serie, come lo spaccio illegale di droghe pesanti che avveniva fuori da queste realtà. Ha quindi regolamentato il commercio e l’uso delle droghe leggere, della cannabis e dei suoi derivati, dentro e fuori i coffeshop. Un bell’esempio da seguire…non vi pare?</p>
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		<title>Marijuana light Stop alla vendita assolutamente falso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[PRK]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2019 14:21:04 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: left;">Secondo i media Italiani le Sezioni Unite di Cassazione avrebbero fermato il mercato della Cannabis light</h2>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: left; color:#83a846" align="JUSTIFY"><strong>ASSOLUTAMENTE FALSO! </strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Dalle notizie che si apprendono dalla stampa nazionale, sia cartacea che televisiva, la notizia del giorno sembra essere la chiusura definitiva del mercato della <a href="https://www.bellastoriaonline.com/">marijuana light</a> in generale di tutti i prodotti a base di cannabis light in Italia. Tali informazioni, che stanno generando un clima di terrore e di assoluta incertezza tra gli addetti al settore, <strong>non trovano conferma nel dettato delle sezioni unite.</strong></p>
<h3 style="text-align: left; color:#83a846" align="JUSTIFY">Ecco perchè è falso lo stop sulle vendita di marijuana light</h3>
<p style="text-align: justify;">In attesa delle specifiche motivazioni, per le quali ci vorrà un po&#8217; di tempo, quel che emerge, a chiare lettere, dal giudizio di legittimità è che la commercializzazione al pubblico dei derivati della Canapa integra la fattispecie di reato di cui all’art. 73 del D.p.r. 309/1990. Solo qualora “<strong>si dimostri in concreto l’efficacia drogante</strong>”. In Italia la soglia di “<strong>efficacia drogante del principio attivo THC” &nbsp;è stata fissata allo 0,5%. </strong>Del resto&nbsp; questo è ampliamente esplicato da consolidate letterature scientifiche e della tossicologia forense, legalmente disciplinata dal DPR 309/1990 del testo unico delle sostanze stupefacenti e come contenuto dalle tabelle del Ministero della Salute.</p>
<p style="text-align: justify;">In ragione di quanto premesso<strong>, non può considerarsi reato vendere prodotti derivati dalle coltivazioni di canapa con livelli di THC inferiori allo 0,5%.</strong> <strong>Bellastoria </strong>commercializza Canapa e derivati al di sotto del limite stabilito dal DPR 309/1990, come evidenziano le analisi allegate, effettuate costantemente nel corso del tempo, pertanto tutti i nostri prodotti sono privi di efficacia drogante in concreto.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è la prima volta che il nostro settore merceologico viene attaccato dai media, nel tentativo di fermare un mercato scomodo a chi cerca consensi attraverso populismo e demagogia e<strong> favorendo, in tal modo, la criminalità organizzata</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;Sfortunatamente il principale fine della stampa non è fare informazione ma fare <strong>sensazionalismo</strong>: se si va al di là dei titoloni si legge: “pertanto integrano reato le condotte di vendita e, in genere, la commercializzazione al pubblico, a qualsiasi titolo, dei prodotti derivati dalla coltivazione della “cannabis sativa L.”<strong>salvo che tali prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante “</strong>.</p>
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