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Marijuana light nella nuova macchina da corsa

Una Porsche eccezziunale veramente

Abbiamo voluto riproporre la celeberrima frase del grande Diego Abatantuono per informarvi sull’ennesimo, sbalorditivo uso della marijuana light.

Per quanto possa sembrare strano, questo nuovo modello da corsa farà letteralmente fumare l’asfalto.

Non si tratta affatto di una battuta scontata o della solita ironia legata al mondo della canapa e del fumo.

Stiamo parlando di un bolide da 425 cavalli. L’asfalto fuma e come!

La nuova porsche 718 cayman GT4 Clubsport infatti contiene nella sua scocca delle fibre di canapa.

Ancora una prova che i mondi non sono mai così lontani come sembrano e che si possono creare interessantissime ed innovative fusioni. Basta saper guardare oltre il il “proprio giardino”.

Chi l’avrebbe mai pensato che nella tecnologia futuristica e altamente tecnologica di una macchina da corsa, potesse far capolino la più antica e proibita pianta del mondo?

Come nasce l’idea della canapa su una macchina da corsa

Questa è la domanda che è stata posta alla Porsche e che certamente si sono chiesti in tanti.

L’azienda produttrice, a tal proposito, fa sapere che la ricerca e l’attenzione si sono concentrate non solo sulla guidabilità (ulteriormente migliorata), sui tempi di giro più veloci.

Un’importante studio è stato fatto nella considerazione posta sull’utilizzo di materie prime sostenibili.

In questo modo è stata data vita al primo modello di auto da corsa di produzione con parti in materiale composito in fibra naturale: di marijuana light appunto.

Come è fatta una macchina in fibra di canapa?

Dal punto di vista tecnico, le porte del guidatore e del navigatore e l’ala posteriore sono state costituite da un mix di fibre organiche. Sottoprodotti agricoli come fibre di lino o canapa.

Queste materie sono state introdotte perchè presentano proprietà simili a quelle della fibra di carbonio, sia in termini di peso che nella rigidità.

Non vi sembra a quresto punto che il nostro titolo “ECCEZZIUNALE VERAMENTE” sia appropriato?

Tutto questo ha comportato un abbatimento sensibile del peso, infatti parliamo di un’auto da 1.320 kg. L’azienda fa sapere che attualmente sono previsti 2 possibilità. Il modello base da 134 mila euro e l’altro specifico per le competizioni, da 157 mila euro più iva.

Curiosità sulle auto “di marijuana”

Vi lasciamo con una seconda mini notizia. Non tutti sanno che la casa automobilistica Statunitense Ford, ottanta anni fa aveva ideato un’automobile che conteneva nella scocca, l’80% di fibre di canapa.

Era inoltre alimentata ad etanolo di canapa, parliamo della mitica Hemp Body Car.

Oggi questo vegetale torna prepotentemente a correre sulle strade ed a portare un notevole spunto di riflessione sul suo utilizzo.

Il nostro pensiero e la nostra speranza come Bellastoria, ma soprattutto come cittadini del mondo, è che le case automobilistiche tengano sempre di più in considerazione, l’antica pianta della canapa. Nello sviluppo delle vetture del futuro la marijuana light sarebbe un ottimo modo per salvaguardare il pianeta senza compromettere prestazioni e sicurezza.

Legalizzare la marijuana light questione di buon senso

Serve coraggio per cambiare il pregiudizio creato sulla canapa light

Coraggio è davvero questa la parola d’ordine principale. Il primo maggio è appena trascorso, probabilmente la giornata in cui più di tutte si sente esclamare, urlare questa parola.

Anche il mondo della marijuana light ha bisogno di spavaldi eroi, di paladini senza macchia e senza peccato.

Diciamoci la verità, se pure con qualche “peccatuzzo” o “macchiolilna” l’importante è avere qualcuno che sappia e che possa portare ad un cambiamento nel settore.

Marijuana light Vs il buon senso

Scherzi a parte quello che per anni abbiamo vissuto e che ad oggi ancora assistiamo, altro non è che una continua lotta tra la pianta di canapa light ed il buon senso.

Forse qualcuno non ha ancora capito che in questo particolare momento storico il buon senso e la marijuana light devono stare dalla stessa parte, non contrastarsi.

Gente, non s’è capito ancora che la canapa sta risanando diversi settori ed aiutando fortemente economie in seria difficoltà, quando viene legalizzata?

Il tutto nel pieno e totale rispetoo dell’ambiente…scusate se è poco.

Un business capace di attrarre multinazionali ed investitori.

Se L’Italia non si da una svegliata, rischia di restare al palo. E certo che sarebbe davvero uno smacco notevole, eravamo i secondi produttori a livello mondiale di canapa…prima che fosse bandita.

Marijuana Italiana …suona pure bene!

Non trovate? Appunto quanto anche l’assonanza tra queste due parole possa essere uno slogan, un ulteriore valore aggiunto per il made in Italy. Rischiamo di perdere un treno che difficilmente passerà nuovamente, semplicemente per un’atteggiamento miope e pericoloso di chi “vede” pregiudizi ideologici  sbriciolati ormai dalla scienza.

Non solo, mentre paesi come l’Uruguay, gli Usa, il Canada si preparano a quella che è stata definita la rivoluzione verde, noi facciamo fatica a concertare delle politiche lungimiranti e che possano incrementare lo sviluppo della canapa light nel pieno rispetto delle leggi, della salute e della natura.

Marijuna light in the word

Dicevamo che tanti paesi stanno attuando politiche di sviluppo delle coltivazioni di marijuana light, vediao un breve excursus.

USA: 10 stati in cui è pienamente legalizzata la cannabis e 33 in cui è legale quella medica.

Non solo, persino il presidente Trump ha recentemente firmato il Farm Bill, la legge che regola l’agricoltura ha legalizzato la coltivazione e commercializzazione di canapa e derivati a lilvello federale negli stati uniti.

CANDA: A livello ricreativo dal 17 ottobre scorso, anche il popolo canadese ha ufficialmente reso legale la marijuana light.

E’ interessante soprattutto un dato, il primo mese di legalizzazione ha fatturato 54 milioni di dollari canadesi (circa 36 milioni di euro). Niente male non vi pare?

Marijunan light in Europa

In Portogallo, dal 2001 è stato depenalizzato il consumo di tutte le sostanze stupefacenti per sconfiggere la piaga dell’eroina (davvero molto diffusa, purtroppo). Che in questo modo si è abbassata del 70 %.

In Olanda che da anni tollera la vendita ed il consumo di marijuna, si sta ragionando su una legge che regolarizzi la produzione.

La Spagna, vuole diventare il primo paese europeo a legalizzare la canapa, dopo un vuoto legislativo che non prevedeva come reato, il consumo di cannabis nei luoghi privati e che aveva dato vita alle Cannabis Social Club.

Più veloci di loro, in realtà, potrebbero essere i cittadini Lussemburghesi che, dovrebbero a breve indire una conferenza stampa per annuncuiare la legalizzazione della cannabis per scopi ricreativi.

La marijuana light in Italia

La situazione Italiana che regolamenta la canapa light o marijuana light, è stata ampliamente descritta in molti altri dei nostri articoli e non vogliamo in questa occasione ripeterci.

Ci limitiamo a constatare che realtà lontane ma, anche popoli vicini al nostro bel paese, si stanno adoperando per colmare vuoti legislativi, cercare soluzioni di buon senso perchè l’uso e la produzione di canapa light e dei suoi derivati sia possibile.

Vorremmo quindi che lo stesso buon senso fosse fautore (come nelle altre nazioni) della legalizzazione della cannabis e non vessillo di un’idea avversaria, che penalizza l’economia, la salute e la natura del popolo italiano.

Marijuana light cosa pensa L’OMS

Il parere dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla canapa light

Bellastoria si propone come punto di riferimento sull’argomento: marijuana light e su tutte le sue sfaccettature. Dalla storia, alle curiosità, le novità. Ci piace parlare di tutto, noi la canapa light la produciamo ma, non ci limitiamo solo a quello. La passione per questa pianta, ci spinge a ricercare informazioni, pareri che possano interessare i nostri lettori. Oggi l’argomento è certamente tra i più interessanti e ricchi di speranza, non solo per chi come noi produce marijuana light ma per tanta gente, soprattutto per quanti nutrono pèerplessità e dubbi sulla pianta di canapa light.

Un lungo percoso, alla fine del quale, L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto le proprietà mediche della marijuana light, o più precisamente della cannabis ed ha chiesto che venga riclassifficata a livello mondiale.

L’OMS cambia il corso della storia sulla marijuana light

L’ennesimo passo in avanti, da quando nel lontano 1954, la cannabis venne inclusa nella convenzione unica degli stupefacenti. A distanza di più di 60 lunghi anni, il suo status è stravolto, grazie ad un costante lavoro di revisione e studio delle sue proprietà. L’OMS dopo la revisione sulla marijuana light, sta divulgando delle raccomandazioni scientifiche sul valore terapeutico della canapa light e dei suoi derivati.

La storicità di questo evento, cambierà il comportamento di molti governi. Saranno in tanti ad essere influenzati a livello globale sulle decisioni e sulle riforme ispirate a livello nazionale. In modo particolare siamo certi che tutto questo avverrà in maniera più decisa in quei paesi in cui non c’era in atto la vecchia convenzione sulla canapa.

Dice L’OMS

I trattati internazionali sulle droghe hanno a lungo ostacolato le riforme sulla marijuana light a livello nazionale, ora però, le raccomandazioni dell’ OMS invitano ad invertire decisamente la rotta sulla classificazione data dalle Nazioni Unite circa la cannabis appunto. Un segnale forte dicevamo all’inizio di questo articolo, l’ennesimo, che ci fa capire giorno dopo giorno la rivoluzione culturale e non solo, che la pianta di marijuana light sta provocando. Un’erba classificata per anni come stupefacente, ora è tutt’altro che pericolsa, anzi, ci si è resi conto delle sue straordinarie proprietà mediche. Poche cose nella vita hanno avuto un radicale cambiamento, soprattutto se si pensa che si è passati dal negativo al positivo (molto spesso avviene il contrario!).

I consigli dell’OMS sulla marijuana light

Il miglior consiglio suggerito dall’OMS è quello di eleminare dalla categoria più restrittiva (tabella IV) della convenzione unica sugli stupefacenti, la cannabis e la resina. Il Delta-9-tetraidrocannabinolo (THC per gli amici) dovrebbero essere spostati nella tabella I della convenzione del 1961, mentre gli estratti e le tinturedi cannabis dovrebbero addirittura essere rimossi ed inseriti nella tabella III, in quanto preparati farmaceutici contenenti THC.

Un chiarimento è stato fatto anche sul valore del THC che, nei preparati a base di CBD, in cui il tetraidrocannabinolo ha un valore al massimo dello 0,2% non sono sotto controllo internazionale. Già precedentemente L’OMS si era espressa sull’argomento, evidenziando che il CBD non va incluso nella convenzioni internazionali; tuttavia chiede di rendere ancora più chiaro questo passaggio.

C’è ancora da attendere e da sperare

Tutto molto bello vero? Ma bisognerà attendere ancora un po’ perchè si possa avere un riscontro legislativo. Certamente è un risultato epico, quello espresso dall’OMS e che dovrà sicuramente essere preso in seria considerazione, dal mondo intero. La primavera del 2020 segnerà una data importante, alla luce di quanto appena affermato, precisamente a marzo, la Commissione ONU sugli stupefacenti vedrà protagonisti i singoli paesi che, voteranno se accettare o meno le raccomandazioni dell’OMS sulla marijuana light, cannabis che dir si voglia e sui suoi derivati.

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