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Marijuana light uso medico della marijuana legale

Marijuana Light e canapa per uso medico. Notizie sull’uso e l’applicazione della marijuana per la cura di alcune patologie. Una bellastoria da ricordare sempre, malgrado siano passati tanti anni, protagonista la canapa light ad alto contenuto di CBD.

Marijuana light non può essere sequestrata

MARIJUANA LIGHT NON PUĂ’ ESSERE SEQUESTRATA

RIVOLUZIONE PER I PRODOTTI A BASE DI CANAPA LIGHT

Era la fine del mese scorso, quando, la stampa nazionale sia cartacea che televisiva, divulgava una notizia clamorosa. Sembrava che il mercato della marijuana light e di tutti i prodotti a base di cannabis light in Italia dovesse completamente estinguersi per sempre. Nulla di più falso, come scrivemmo anche noi di Bellastoria, non c’era assolutamente alcuna novità, rispetto alle leggi in vigore. Si trattava di un banalissimo gioco di terrore, notizie valide esclusivamente per cavalcare un’onda mediatica. Si sa, che parlare di marijuana light provoca sempre un effetto BOOM, soprattutto se si annuncia la chiusura delle attività che vendono questi particolari prodotti a base di canapa legale.

Marijuana light: Ecco la bomba!
A questo punto ci sentiamo in dovere, come produttori di marijuana light, di commentare noi, adesso una notizia apparsa qualche giorno fa. Certamente non riusciremo a dare lo stesso impatto mediatico che ha suscitato la FALSA chiusura degli shop, vi chiediamo quindi di condividerla il più possibile. Vogliamo dare il nostro contributo a far capire che dietro la marijuana light esiste tanto lavoro duro, impegno, sacrificio. Esiste un mercato ed un intero settore merceologico che, sta nascendo e crescendo ogni giorno ma, che è ancora fragile, giovane. Che insomma, non può essere compromesso da FALSE news, create probabilmente solo per danneggiare il mercato e per attirare l’attenzione della gente.

La cannabis sativa light non può essere sequestrata
Vi avevamo promesso una notizia Bomba, ed eccola servita. Come dice il titolo: La cannabis sativa light non può essere sequestrata “preventivamente” se non viene provato che il livello di THC supera lo 0,5%. Non siamo certamente noi di Bellastoria a dirlo ma, lo hanno stabilito i giudici del tribunale del Riesame di Genova dopo la sentenza della Cassazione del 30 maggio (quella di cui parlavamo all’inizio). Si tratta della prima pronuncia di un tribunale, destinata a fare da capofila, dopo il caso sollevato dagli ermellini che vietavano la vendita di derivati della cannabis con “efficacia drogante”. La storia, poco piacevole, nasce dal sequestro di infiorescenze, flaconcini di oli, confezioni di tisane e foglie a base di canapa sativa in un negozio di Rapallo, il 3 giugno. Il commerciante, difeso dall’avvocato Salvatore Bottiglieri, si era opposto rivolgendosi al Riesame. I giudici gli hanno dato ragione disponendo la restituzione della merce.

Legge 242 del 2016 è la sola valida
La sentenza di Genova che ha fatto davvero scalpore, ha evidenziato che, secondo i giudici genovesi, manca una norma che stabilisca quale sia la percentuale di principio attivo che rende un prodotto con efficacia psicotropa. La Cassazione ha stabilito che possano essere venduti prodotti contenenti cannabis sativa ma privi di capacità drogante. Attualmente, l’unico riferimento, è una circolare del ministero dell’Interno del 2018, interpretativa della legge 242 del 2016, che dice che rientrano tra le sostante stupefacenti le infiorescenze che superano lo 0,5%. Questa percentuale, sottolinea il Riesame, “resta l’unico parametro per la potenziale efficacia psicotropa. Più chiaro di così.

Marijuana light assente al rave piĂą lungo della storia

Non c’era la cannabis, tanto meno la marijuana light al primo e più lungo rave mai fatto

Una curiositĂ  , ma anche uno spunto di riflessione su come molte volte (troppo spesso in realtĂ ) parlando di cannabis o anche di marijuana light si pensi soltanto alle droghe, ai festini ed ai rave party.

Chi lo avrebbe mai detto che probabilmente uno dei primi rave svoltosi piĂą di 500 anni fa, detiene ancora il record per essere stato il piĂą lungo della storia!

Soprattutto in quanti avrebbero scommesso sull’assenza di cannabis, marijuana, droghe?

Una storia improbabile ma reale, confermata dalle fonti storiche del tempo. Pare che durò almeno un mese e ci furono (purtroppo) decine di morti collassati, ma, andiamo per ordine.

Storia di un rave fuori dal comune

Nel 1518 in Francia, a Strasburgo ebbe inizio “la festa”. Era il mese di luglio quando, una bizzarra ed inspiegabile epidemia da ballo colpì la città. Più di 400 persone si misero a danzare per strada, non certamente per uso di cannabis o di marijuana light (che a quei tempi, non era ancora nata). A causa di tanto strapazzo che durò molti giorni, chiaramente, in tanti collassarono. Si racconta che tale Frau Troffea, aprì le danze di questo primordiale rave. Incominciò a ballare in maniera forsennata per le strade della città, senza alcuna apparente ragione. Che fosse una matta? Devono aver pensato così all’inizio, eppure, ben presto, altre persone si unirono a lei. Dopo una settimana erano circa una trentina e dopo un mese arrivarono a 400. Come detto anche prima, era luglio e faceva davvero molto caldo. In molti, non sappiamo quanti precisamente, (ma si parla di 15 persone al giorno), persero la vita a causa di malori dovuti appunto, alle alte temperature ed allo sforzo fisico.

Come mai tutti si misero a ballare?

Veniamo al dunque di questa surreale storia che sembra presa da una notizia apparsa su un cruciverba estivo (tipo: vero o falso). A riportare alla luce l’evento, è stato uno storico della medicina: John Waller che, a tal proposito, ha provato anche ad elaborare delle ipotesi. Per molto tempo s’è pensato che la causa scatenante fosse stata un’intossicazione da ergot, un parassita delle graminacee che poteva contaminare i cibi e provocare anche delle allucinazioni. Poiché questo parassita produce una sostanza chimica “imparentata” con l’LSD; l’ipotesi iniziale fatta da Waller fu che, appunto queste persone sarebbero state colte da sensazioni simili a quelle di un trip. In realtà, secondo lo storico, non si sarebbe trattato esclusivamente di un’ intossicazione, ma anche di una malattia psicologica o di una forma di emulazione. La cosa certa, da fonti dell’epoca è che le autorità non aiutarono a risolvere il problema, anzi, consigliarono alle persone di continuare a ballare!

Unico caso della storia?

Se fino a questo momento il nostro racconto vi ha indotto a pensare che, davvero non ci si può stupire di nulla, non solo quando si parla del futuro ma, anche pensando al passato. Ecco un’altra ennesima “sorpresa”. Un articolo apparso su una rivista storica, sostiene infatti che il caso di Strasburgo, non sia stato isolato. Sicuramente fu eccezionale il numero di persone che riuscì a coinvolgere e la durata, ma appunto, nella storia del medioevo, abbondano racconti molto simili a questo. Si narra di persone che ballarono fino alla morte perché vittime di uno stato di alterazione e di trance (forse) involontario. Il fenomeno scomparve del tutto a partire dall’inizio del secolo successivo.

Marijuana light quando ancora non c’era, in Olanda nacquero i coffeshop

Coffeshop olandesi non vendevano certo marijuana light, però era legale

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La storia dei coffeshop olandesi affonda le sue radici in una Amsterdam anni ’70 che ancora viveva, in termini di sostanze stupefacenti, gli strascichi dello spensierato decennio precedente e si apprestava ad affrontare un nuovo e ben più ampio periodo: quello delle droghe pesanti.

Tra il 1972 ed il 1973, quasi per scherzo apre i battenti il Mellow Yellow. Si trattava di un Tea House, un locale dove si serviva del tè e ad un tavolo in un angolo era possibile acquistare Cannabis (non certo marijuana light, chiaramente!) o Hashish. Il proprietario di questo locale possiamo dire che ha fatto la storia dei coffe shop olandesi, proseguendo poi come imprenditore nel mondo della cannabis.

18:00 l’ora del coffeshop

Il grande successo del Mellow House, spinse ad anticipare l’apertura del locale alle ore 18:00. Nel 1975 ci furono poi le aperture di locali simili, che incominciarono a chiamarsi coffeshop. Inizialmente si trattava di locali per lo più anonimi, senza alcuna vetrina. Seppure fossero socialmente accettati, i coffeshop, diventarono come li conosciamo oggi, solo qualche tempo dopo con l’avvento di altri imprenditori che, riuscirono, attraverso una serie di relazioni con le autorità, a sdoganare definitivamente il concetto di coffeshop.

La pubblicità è l’anima del commercio

Si dice questo da anni, anche per la marijuana olandese dei coffeshop è stato all’incirca così. Non una pubblicità fatta di slogan ed inserzioni ma, strettamente collegata all’ambito culturale. Creare delle vetrine e dare la possibilità ai passanti di guardare all’interno dei coffeshop, rendendoli consapevoli che all’interno non accadeva nulla di male, fu una delle chiavi che aprirono le porte del successo a questa tipologia di locali. Certamente Arjan Roskam è stato l’imprenditore che ha determinato il definitivo consolidamento sociale dei coffeshop. Una delle caratteristiche principali dei suoi locali, che lo distinguevano dagli altri, era che, all’interno si vendeva esclusivamente droga leggera: Marijuana ed Hashish. A differenza di altre realtà in cu si trovavano anche droghe pesanti come, l’eroina.

Un grosso problema risolto: le droghe pesanti

Nei primi anni ’70 il mercato dell’eroina era nelle mani della malavita organizzata di etnia cinese, che determinava una seria piaga sociale. Nel 1975 le autorità videro crescere sempre di più il numero degli eroinomani ad Amsterdam ed in generale in Olanda, da qualche centinaio a 5.000 in soli 2 anni. Decisero quindi di introdurre un drastico giro di vite, rimpatriando un discreto numero di asiatici dediti allo spaccio di droghe pesanti per conto appunto, della mafia cinese.

Le autorità erano concentrate a risolvere problematiche ben più serie e gravi, legate all’eroina ed alle droghe pesanti. I pochi coffeshop che sbocciavano in quel periodo, non rappresentavano un problema. Le autorità si limitavano a sorvegliare il fenomeno.

Il boom dei coffeshop che non conoscevano la marijuana light

Dicevamo che per diverse ragioni, tra cui una tolleranza monitorata del fenomeno coffeshop ha nel corso degli anni fatto moltiplicare queste attività. Dalle prime aperture avvenute nei primi anni ’70, s’è dovuto attendere fino agli anni ’90 per ottenere un regolamento sulla materia. Le prime regole basilari furono: nessun fastidio per l’area circostante, nessuna vendita di droghe pesanti, nessuna pubblicità, nessuna vendita ai minori di 18 anni, non più di 5g a persona. Tra gli anni ’80 e la fine degli anni ’90 si sono contati fino a 600 locali coffeshop ad Amsterdam, drasticamente ridotti fino a circa 250 in seguito a diverse restrizioni.

La storia, anche in questo caso ci insegna sempre qualcosa. Le autorità ed il governo olandese nel corso degli anni, ha monitorato i coffeshop ed ha concentrato la sua attenzione nel risolvere problematiche molto serie, come lo spaccio illegale di droghe pesanti che avveniva fuori da queste realtà. Ha quindi regolamentato il commercio e l’uso delle droghe leggere, della cannabis e dei suoi derivati, dentro e fuori i coffeshop. Un bell’esempio da seguire…non vi pare?

Marijuana light Stop alla vendita assolutamente falso

Secondo i media Italiani le Sezioni Unite di Cassazione avrebbero fermato il mercato della Cannabis light

ASSOLUTAMENTE FALSO!

Dalle notizie che si apprendono dalla stampa nazionale, sia cartacea che televisiva, la notizia del giorno sembra essere la chiusura definitiva del mercato della marijuana light in generale di tutti i prodotti a base di cannabis light in Italia. Tali informazioni, che stanno generando un clima di terrore e di assoluta incertezza tra gli addetti al settore, non trovano conferma nel dettato delle sezioni unite.

Ecco perchè è falso lo stop sulle vendita di marijuana light

In attesa delle specifiche motivazioni, per le quali ci vorrĂ  un po’ di tempo, quel che emerge, a chiare lettere, dal giudizio di legittimitĂ  è che la commercializzazione al pubblico dei derivati della Canapa integra la fattispecie di reato di cui all’art. 73 del D.p.r. 309/1990. Solo qualora “si dimostri in concreto l’efficacia drogante”. In Italia la soglia di “efficacia drogante del principio attivo THC”  Ă¨ stata fissata allo 0,5%. Del resto  questo è ampliamente esplicato da consolidate letterature scientifiche e della tossicologia forense, legalmente disciplinata dal DPR 309/1990 del testo unico delle sostanze stupefacenti e come contenuto dalle tabelle del Ministero della Salute.

In ragione di quanto premesso, non può considerarsi reato vendere prodotti derivati dalle coltivazioni di canapa con livelli di THC inferiori allo 0,5%. Bellastoria commercializza Canapa e derivati al di sotto del limite stabilito dal DPR 309/1990, come evidenziano le analisi allegate, effettuate costantemente nel corso del tempo, pertanto tutti i nostri prodotti sono privi di efficacia drogante in concreto.

Non è la prima volta che il nostro settore merceologico viene attaccato dai media, nel tentativo di fermare un mercato scomodo a chi cerca consensi attraverso populismo e demagogia e favorendo, in tal modo, la criminalità organizzata.

 Sfortunatamente il principale fine della stampa non è fare informazione ma fare sensazionalismo: se si va al di lĂ  dei titoloni si legge: “pertanto integrano reato le condotte di vendita e, in genere, la commercializzazione al pubblico, a qualsiasi titolo, dei prodotti derivati dalla coltivazione della “cannabis sativa L.”salvo che tali prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante “.

Bellinfusto Ostuni è anche marijuana light Bellastoria

Bellinfusto il Local Food Porn ad Ostuni

Pensavamo di proporre la marijuana light al “solito” pub. Ci siamo sbagliati !

Quando abbiamo incontrato Giuseppe, titolare del Pub Bellinfusto ad Ostuni per proporre i prodotti Bellastoria a base di marijuana light, pensavamo di trovare qualcosa di giĂ  visto, per caritĂ , nulla di male nei Pub tradizionali, ma, certamente Bellinfusto non fa parte di questa categoria.

Parlandoci e facendoci raccontare la sua Bellastoria, ci siamo resi conto che c’è davvero tanto fermento in questo locale…e non sono solo le birre. In realtà l’apertura dell’attività è solo l’epilogo di una passione sconfinata da parte di Giuseppe per la birra, in maniera particolare per le produzioni artigianali. Inizia a produrle in casa e sperimentare, si perfeziona attraverso corsi per la degustazione, che lo spingono giorno dopo giorno a compiere il grande passo. Nasce nell’affascinante centro storico di Ostuni nel 2016, il 17 giugno (un venerdì !) Bellinfusto il Local Food Porn.

Bellinfusto Ostuni nati per essere diversi

Giovani quindi, non solo dal punto di vista anagrafico e dell’apertura dell’attività, ma soprattutto nel concetto, nella mission. Dicevamo prima quanto fermento abbiamo percepito nella Bellastoria di Giuseppe, il lavoro, il carisma e l’energia con cui ci ha parlato del suo progetto, ci ha contagiato. Non è facile creare qualcosa di nuovo, nessuno meglio di noi può saperlo, visto che ci siamo messi a produrre marijuana light…per questo sappiamo riconoscere, un grande lavoro, un importante progetto quando lo vediamo. Bellinfusto ad Ostuni è certamente una scelta forte e mirata verso la qualità, l’eccellenza artigianale nel cibo, l’attenzione, la ricercatezza. Un Pub indipendente, che non è legato ad alcun tipo di marchio di birra. L’impianto infatti è di loro proprietà, possono per questo decidere cosa servire nel loro locale e questa non è assolutamente una cosa da sottovalutare. Bellinfusto è infatti fuori da ogni politica legata ai popolari marchi di birre, al contrario, le collaborazioni avvengono solo con birrifici artigianali e/o distributori che trattano un certo tipo di Birra.

Come fare a scegliere la birra giusta

Quante volte ci siamo trovati a scegliere tra decine di birre (molte sconosciute) quella che probabilmente poteva interessarci di piĂą? Soprattutto, spesso, senza una guida concreta, qualcuno che sapesse, potesse vincolare la nostra scelta, in funzione dei nostri gusti. SarĂ  capitato a tutti di chiudere gli occhi e scegliere a casaccio la birra da consumare in un beer book infinito.

I ragazzi di Bellinfusto ci dispiace per voi, non usano questa politica. Dicevamo che le loro proposte sono esclusivamente birre artigianali e selezionate con molta attenzione. Una delle loro diversità sta appunto nel non essersi (già dall’inizio) omologati ai soliti Pub. Non significa certo però che, bere una birra deve diventare una cosa complicata, al contrario, la competenza dello staff di Bellinfusto sta proprio nel carpire ed indirizzare in maniera naturale il cliente verso la birra artigianale più idonea ai propri gusti.

Tutto questo è possibile farlo soltanto, ascoltando il cliente e conoscendo magistralmente ogni singolo sorso delle birre artigianali trattate.

Una cucina ricca e passionale è il binomio perfetto per gustare la birra artigianale

C’è davvero tanta competenza in sala, che, chiaramente non può transigere da altrettanta professionalità anche in cucina.

Abbiamo parlato fin ora delle birre, della mission, ma è davvero molto interessante scoprire che è la cucina (capitanata da Francesca, la compagna di  Giuseppe ) il cuore pulsante di Bellinfusto. Gli Hamburger, la Pinza romana (lievitato fino a 72 ore), i Panini  Food Porn, sono un marchio identificativo di Bellinfusto Ostuni.

Il Food Porn indica, quel cibo, quei panini impegnativi (lasciateci passare il termine) da mangiare, qualcosa di goloso, grande, saporito. Del resto non potrebbe essere altrimenti visto il rigore espresso anche nella preparazione dei piatti, soprattutto nella ricerca delle materie prime. Non ci sono salse in “scatola” qui tutto viene prodotto dalla cucina, i fornitori, così come per le birre, anche per il cibo, sono realtà locali che sanno garantire sapori, freschezza, genuinità. Nulla davvero viene lasciato al caso.

Cosa possiamo aggiungere ancora, se non che nonostante siano solo le 10:00 del mattino, parlare di Bellinfusto, del suo Food Porn, dei saporitissimi Panini e delle ricercate birre artigianali, fresche e schiumose, ci ha lasciato con l’acquolina in bocca. Certamente questa sera ci rifaremo, andando a trovare Giuseppe, il papà (altra spina dorsale del Pub), la sua compagna ed il resto della brigata, nel centro storico di Ostuni per un bel boccale di birra ed un succulento, appetitoso panino.

Bear Bush Bari Bellastoria in una giungla di marijuana light

Il mercato della marijuana light e dei suoi prodotti è una giungla: parola di Bear Bush

E se lo dicono loro c’è da crederci !

Bear Bush Botanical Collective, è il naturale percorso che ha portato Glauco Orsi a seguire la sua passione per le piante, in modo particolare per una (indovinate quale ?).

Messi da parte (dice lui) gli studi in economia, secondo noi ha semplicemente diversificato i canonici schemi a cui siamo abituati, avvia un’attivitĂ  che parla di canapa, ora detta anche marijuana light a 360°.

Che c’è di così strano direte voi ? Certamente ora è la pianta del momento, ma un po’ di anni fa, non era mica così. Ci vuole secondo noi, una sana follia e davvero molta determinazione per creare questa porta aperta sul mondo della cannabis che Bear Bush ha saputo e voluto aprire.

Un’idea, una passione comune

A volte capita così, basta condividere un’idea matta (o quanto meno insolita ) con qualcuno, che ci si ritrova subito a correre fianco a fianco nella stessa direzione. E’ il caso di Valentina Menza, laurea magistrale in lettere, sommelier ed assaggiatrice, non solo di vini…a quanto pare.

Anche lei, ha voluto indirizzare i suoi testi per parlare di marijuana light e di tutte le tematiche legate alla canapa legale.

Un ottimo binomio, completato da passione, competenza e serietĂ .

La Bellastoria di Bear Bush Botanical Collective a Bari ha festeggiato da poco 1 anno dall’ innaugurazione (aprile 2018) ma, è stata la continuazione, l’evoluzione dell’apertura del Canapaio (nel 2000) e di Hempatia Lecce (nel 2014). Non fatevi ingannare dalla candelina della torta che segna il numero 1. Ragazzi, qui parliamo davvero di 20 anni di esperienza !

Bear Bush Botanical Collective

Diciamolo pure, c’è tanta improvvisazione nel mercato della marijuana light e dei prodotti a base o derivati dalla canapa.

Bear Bush Botanical Collective rappresenta però una delle realtĂ  piĂą competenti della regione Puglia. Poter condividere opinioni, nonchĂ©, vendere la nostra marijuana light e tutti i prodotti Bellastoria qui da loro, non è per noi, solo motivo d’orgoglio ma, ci rende consapevoli di saper fare marijuana light che sa di marijuana.

Il mondo della canapa ha bisogno di gente seria, pragmatica, diretta. Come in ogni ambito, occorre essere professionali e professionisti. Il mercato della marijuana light e dei suoi prodotti è una giungla fatta di gente molto spesso impreparata ed improvvisata, con atteggiamenti non sempre corretti. Solo il tempo, la costanza, l’abnegazione, la continua ricerca rende unico il tuo lavoro e ti fa fare la differenza.

Bellastoria e Bear Bush Botanical Collective

Lo stesso identico filone di pensiero. Noi di Bellastoria abbiamo ritrovato in Bear Bush Botanical Collective, le stesse idee, lo stesso modo di vedere le cose. Non importa quanto sai, ma quanto vuoi imparare. E’ fondamentale capire ma ancora di piĂą sapere a chi chiedere.

Chiunque sappia poco o niente e voglia avvicinarsi al mondo della marijuana light per curiosità, per esigenze, può trovare in Bear Bush Bari degli eccellenti, validissimi conoscitori. Ognuno può trovare le risposte alle proprie domande, basta andare a trovarli nel loro punto vendita e lasciarsi conquistare dalla loro Bellastoria.

Quintessenza erboristeria una Bellastoria da raccontare

Cosa sceglieresti per fare il bagno, un oceano o una caletta?

Beh, per quanto assurdo possa sembrare, vogliamo iniziare questo articolo ponendo appunto il quesito su dove fare il bagno, se in un oceano o in una caletta…Solo alla fine scoprirete il perhè, quindi, meglio incominciare subito il nostro racconto.

La Bellastoria dell’erboristeria Quintessenza

Nasce a  Carovigno, con l’idea di creare un luogo nuovo, accogliente in cui cercare e ritrovare la cura di se stessi e del proprio benessere.

Varcando la porta a vetri per accedere al negozio, le nuance ed i toni armoniosi di colori e profumi vi daranno la sensazione di un dejavu, pur entrandoci per la prima volta.

Un’erboristeria ricca di erbe officinali, infusi, tisane, frutto di saperi “antichi”. E’ bello ed importante non dimenticare mai il passato, ma diventa fondamentale saper vivere il presente. Per questo Quintessenza ha voluto dedicare un piccolo spazio anche alla nostra marijuana light. Siamo particolarmente contenti di questo. Nella loro erboristeria, le ragazze di Quintessenza, intrecciano quotidianamente i racconti dei clienti con la loro Bellastoria, creando spunti, idee per rilassarsi e prendersi cura di se stessi o di chi si ama.

Oltre alla fitoterapia, floriterapia, cosmesi, corredo del te è possibile prenotare degli incontri osteopatici e consulenze naturopatiche con esperti del settore.

Il segreto all’origine di tutto

L’attenzione scrupolosa con cui i singoli prodotti vengono disposti negli scaffali, fa capire, come la dedizione verso il proprio lavoro ed i clienti sia il punto di forza di Quintessenza. Quanti di voi entrando in un qualsiasi locale commerciale, hanno provato la sensazione di non essere diciamo così: “i benvenuti” o, addirittura, peggio ancora di essere invisibili?

Qui non è così !

Prima di ogni vendita, prima di qualsiasi possibile idea, consiglio, opinione, innanzitutto c’è il saper mettere a proprio agio chi si ha di fronte, la volontĂ  di ascoltare l’interlocutore. Sembra niente, sembra scontato eppure, fateci caso…quante volte accade?

Se consideriamo inoltre l’attivitĂ  specifica, capite bene che, quanto appena detto, ha un effetto ancora piĂą amplificato e forte. Quando dobbiamo parlare di noi infatti, di argomenti piĂą intimi, magari di problemi legati a stati di ansia, stress; occorre farlo con dei professionisti. Il fattore umano è al primo posto, poi c’è indubbiamente il ruolo del naturopata che, se riesce ad ascoltare, può capire e quindi trovare una soluzione. Ops…Abbiamo appena svelato il segreto dell’erboristeria Quintessenza.

Speriamo che le giovani proprietarie non s’ incavolino troppo per aver svelato il loro “trucco”.

Tanto piĂą che dal dire al fare c’è di mezzo il mare!

Un oceano immenso, fatto di moltissime realtĂ  tutte fondamentalmente uguali e quindi opposte a l’erboristeria Quintessenza.

La differenza sta nella scelte che ognuno di noi può compiere

Immaginate di voler fare un bagno in una calda giornata d’estate e di poter scegliere tra le acque scure, immense di un oceano e quelle limpide, rassicuranti, fresche di una caletta …magari nel Salento. Cosa preferireste ?

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