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Mattoncini di marijuana light costruire con lego di calce e canapa

Ispirata dai lego, la nuova frontiera della bio edilizia

Dai, quante volte da bambini abbiamo ideato, fantasticato e giocato per ore con questi favolosi mattoncini. La nostra fantasia e le giornate trascorrevano nell’assemblare piccoli elementi di plastica per ideare astronavi, case, macchine, robot.

Oggi c’è qualcuno che non ha ancora smesso di ispirarsi, guardando ai cari mattoncini lego; tanto da inventarsi una nuova proposta con alla base (manco a dirlo) la nostra marijuana light.

Ma siamo sicuri che sia un’invenzione nuova?

Diciamoci la verità, gia milioni di anni fa popoli lontani avevavo fatto uso dei mattoni di argilla e paglia per ideare case, monumenti che in parte sono arrivati fino a noi. Diciamo che non è proprio un’invenzione, tuttavia è sicuramente da apprezzare il dejavu che la “Harmless Home” ha voluto riproporre. Letteralmente, la “casa che non fa danni” sottointendendo l’ambiente è comunque meglio conosciuta come “Green Lego”.

Scopriamo nel dettaglio le caratteristiche di questa casa.

Mattoncini di calce e marijuana per una casa green

Sull’isola di Vancouver in Canada, è stata costruita questa abitazione utilizzando la tecnologia verde. Considerata come uno dei modelli più sostenibili, più sicuri ed efficienti dal punto di vista energetico. La casa fatta di marijuana light e calce è costiuita da pareti realizzate con un impasto a base di calce, acqua e canapa (appunto). Mattoncini tipo lego, fatti di questo “nuovo” materiale e posizionati uno sull’altro. Proprio come facevamo noi tutti da bambini con le nostre costruzioni. Tutto questo può apparire come un sistema dipsendioso, in realtà, il suo proprietario ci tiene a far sapere che i costi sono stati del tutto in linea con quelli delle abitazioni tradizionali.

Caratteristiche dei mattoncini di calce e canapa

I biomattoncini di canapa e calce sono ignifughi, antibatterici ed hanno delle ottime prestazioni dal punto di vista dell’isolamento termico ed acustico. Il materiale ottenuto dall’unione della canapa alla calce, è risultato ideale per ricreare ambienti salubri ed impedire la formazione di muffe. Si tratta di un agglomerato che “respira” e che quindi ha peculiarità naturali intrinseche e qualitativamente molto alte. Questa dimora è stata il primo progetto ideato nel suo genere. La ditta produttrice dei mattoncini ci dice inoltre che altri 2 idee sono in fase di attuazione. La speranza dell’azienda è quella di rendere accessibile e far diventare questa modalità costruttiva uno standard del settore edile.

Manutenzione case in mattoncini di marijuana light

Un modo nuovo di intendere e concepire l’edilizia, in maniera naturale o green (come si usa dire) sta conquistando sempre più attenzione all’interno del settore edile. Molte realtà sperimentano materiali e soluzioni innovative per diminuire l’impatto ambientale che le costruzioni tradizionali hanno sull’ambiente. Noi di Bellastoria siamo sempre favorevoli alle nuove idee e pensiamo sia importante divulgare anche queste informazioni per far capire che c’è tanta possibilità di sviluppo dietro la pianta della canapa, in generale, sapendo sfruttare la natura in modo sostenibile. In questo caso specifico però siamo un po’ perplessi circa un fattore che non conosciamo e che pensiamo (da profani) sia comunque da valutare. Ci chiediamo infatti se e quale tipo di manutenzione ordinaria o straordinaria, debba essere fatta sulle case di mattoncini di canapa e calce. Cercheremo di approfondire la questione e vi terremo come sempre aggiornati.

Semi di marijuna light fonte di omega 3

Nei semi di marijuna light un equilibrio vecchio di 10.000 anni

Per una buona salute, oggi più che mai è importante una dieta alimentare ricca di omega 3 di cui l’olio ed i semi di marijuana light è una fonte ottimale.

Sono tanti glu studi antropologici nutrizionali e genetici che hanno indicato come, la dieta umana si è evoluta negli ultimi 10.000 anni. E questo, bene o male lo sapevamo tutti, visto che è da un po’ che non mangiamo più bistecche di brontosauro alla clava.

Ironia a parte, la cosa davvero stupefacente è che i cambiamenti maggiori, se vogliamo i più importanti, riguardano “solo” gli ultimi 150 anni.

Perchè si è modificata la nostra dieta ?

Il cambio dei ritmi, dei modi di vivere e del lavoro hanno influenzato chiaramente, anche il tipo di alimentazione. Ad influire in modo importante c’è stata inoltre l’evoluzione tecnologica, elemento sostanziale (nel bene e nel male) di questo ultimo secolo.

L’apporto ed il dispendio di energie assieme al tipo ed alla qualità dei grassi assunti, sono stati decisamente alterati. I nuovi vegetali, frutto dell’agroindustria moderna, dell’acquacoltura hanno determinato forti cambiamenti nella creazione di vegetali ed animali.

Tutto ciò chiaramente ha modificato la composizione della dieta delle società occidentali. Se da una lato c’è stato un notevole incremento del cibo, il rovescio della medaglia è stato (e lo è ancora!) un marcato cambiamento nell’equilibrio dei nutrienti.

Acidi grassi cosa è cambiato?

Come detto gli ultimi 150 anni sono stati quelli più importanti. In modo particolare, l’evoluzione del rapporto tra ω-6 e ω-3 nell’alimentazione occidentale. L’antico equilibrio che per milioni di anni si è mantenuto costante (tra ω-6 ed ω-3) durante la lunga storia evolutiva del genere Homo, di colpo, negli ultimi 100/150 anni, mutando ha determinato cambiamenti genetici, proprio in risposta a queste influenze diettetiche. Un fenomeno nuovo per l’evoluzione umana ed in un lasso di tempo molto breve se comparato con la sua storia evolutiva. Diversi studi sugli aspetti evolutivi sulla dieta umana indicano che sono avvenuti importanti cambiamenti nel tipo e nella qualità di acidi grassi essenziali (EFA) assunti regolarmente e nel contenuto di antiossidanti degli alimenti (vitamine C ed E).

Olio e semi di canapa fonte di ω-3

I semi di marijuana light sono una ricca fonte di acidi grassi, con una frazione lipidica del 25/30 %.

Lo spettro degli acidi grassi è la ragione dell’elevato valore nutrizionale dell’olio di semi rispetto ad altri oli commestibili non raffinati. L’olio di semi di canapa contiene quasi esclusivamente acidi grassi essenziali (EFA), un’ alta percentuale di acidi grassi polinsaturi (PUFA) pari circa all’85%. Inoltre nell’olio estratto dalla marijuana light è presente l’acido alfa-linoleico ω-3 dal 15 al 25%. Una quantità così significativa è rara da individuare in altri oli da cucina, se non in quello di soia e di colza. Infine, essendo il rapporto tra ω-6 ed ω-3 ottimale, con un valore di 3-1, l’olio di semi di canapa diventa ideale per integrare acidi grassi essenziali in proporzioni adeguate.

Perchè assumere l’olio di semi di marijuana light fa bene?

Dopo questa serie di dati, valori e ω da tutte le parti, vogliamo riassumere un po’ il nostro articolo. I dati emersi dalle ricerche evolutive hanno indicato un cambiamento (negativo) nella dieta umana, soprattutto in considerazione alla dieta occidentale moderna. Il rapporto ω-6 ed ω-3 ridotto considerevolmente ha favorito complicazioni croniche, malattie cardiovascolari, diabete, cancro, artrite, reumatismi, asma, depressione. Tutti questi fattori aumentano con l’assunzione degli ω-6 ; diminuiscono invece attraverso gli acidi grassi ω-3. Il rapporto tra ω-6 ed ω-3 è importante in ogni dieta, soprattutto per la nostra salute. L’introduzione dell’olio di semi di marijuana (canapa) light nella dieta quotidiana, apporta un aumento significativo di acidi grassi essenziali (EFA) e polinsaturi (PUFA) in un ottimale rapporto tra ω-6 ed ω-3.

Marijuana light nella nuova macchina da corsa

Una Porsche eccezziunale veramente

Abbiamo voluto riproporre la celeberrima frase del grande Diego Abatantuono per informarvi sull’ennesimo, sbalorditivo uso della marijuana light.

Per quanto possa sembrare strano, questo nuovo modello da corsa farà letteralmente fumare l’asfalto.

Non si tratta affatto di una battuta scontata o della solita ironia legata al mondo della canapa e del fumo.

Stiamo parlando di un bolide da 425 cavalli. L’asfalto fuma e come!

La nuova porsche 718 cayman GT4 Clubsport infatti contiene nella sua scocca delle fibre di canapa.

Ancora una prova che i mondi non sono mai così lontani come sembrano e che si possono creare interessantissime ed innovative fusioni. Basta saper guardare oltre il il “proprio giardino”.

Chi l’avrebbe mai pensato che nella tecnologia futuristica e altamente tecnologica di una macchina da corsa, potesse far capolino la più antica e proibita pianta del mondo?

Come nasce l’idea della canapa su una macchina da corsa

Questa è la domanda che è stata posta alla Porsche e che certamente si sono chiesti in tanti.

L’azienda produttrice, a tal proposito, fa sapere che la ricerca e l’attenzione si sono concentrate non solo sulla guidabilità (ulteriormente migliorata), sui tempi di giro più veloci.

Un’importante studio è stato fatto nella considerazione posta sull’utilizzo di materie prime sostenibili.

In questo modo è stata data vita al primo modello di auto da corsa di produzione con parti in materiale composito in fibra naturale: di marijuana light appunto.

Come è fatta una macchina in fibra di canapa?

Dal punto di vista tecnico, le porte del guidatore e del navigatore e l’ala posteriore sono state costituite da un mix di fibre organiche. Sottoprodotti agricoli come fibre di lino o canapa.

Queste materie sono state introdotte perchè presentano proprietà simili a quelle della fibra di carbonio, sia in termini di peso che nella rigidità.

Non vi sembra a quresto punto che il nostro titolo “ECCEZZIUNALE VERAMENTE” sia appropriato?

Tutto questo ha comportato un abbatimento sensibile del peso, infatti parliamo di un’auto da 1.320 kg. L’azienda fa sapere che attualmente sono previsti 2 possibilità. Il modello base da 134 mila euro e l’altro specifico per le competizioni, da 157 mila euro più iva.

Curiosità sulle auto “di marijuana”

Vi lasciamo con una seconda mini notizia. Non tutti sanno che la casa automobilistica Statunitense Ford, ottanta anni fa aveva ideato un’automobile che conteneva nella scocca, l’80% di fibre di canapa.

Era inoltre alimentata ad etanolo di canapa, parliamo della mitica Hemp Body Car.

Oggi questo vegetale torna prepotentemente a correre sulle strade ed a portare un notevole spunto di riflessione sul suo utilizzo.

Il nostro pensiero e la nostra speranza come Bellastoria, ma soprattutto come cittadini del mondo, è che le case automobilistiche tengano sempre di più in considerazione, l’antica pianta della canapa. Nello sviluppo delle vetture del futuro la marijuana light sarebbe un ottimo modo per salvaguardare il pianeta senza compromettere prestazioni e sicurezza.

Legalizzare la marijuana light questione di buon senso

Serve coraggio per cambiare il pregiudizio creato sulla canapa light

Coraggio è davvero questa la parola d’ordine principale. Il primo maggio è appena trascorso, probabilmente la giornata in cui più di tutte si sente esclamare, urlare questa parola.

Anche il mondo della marijuana light ha bisogno di spavaldi eroi, di paladini senza macchia e senza peccato.

Diciamoci la verità, se pure con qualche “peccatuzzo” o “macchiolilna” l’importante è avere qualcuno che sappia e che possa portare ad un cambiamento nel settore.

Marijuana light Vs il buon senso

Scherzi a parte quello che per anni abbiamo vissuto e che ad oggi ancora assistiamo, altro non è che una continua lotta tra la pianta di canapa light ed il buon senso.

Forse qualcuno non ha ancora capito che in questo particolare momento storico il buon senso e la marijuana light devono stare dalla stessa parte, non contrastarsi.

Gente, non s’è capito ancora che la canapa sta risanando diversi settori ed aiutando fortemente economie in seria difficoltà, quando viene legalizzata?

Il tutto nel pieno e totale rispetoo dell’ambiente…scusate se è poco.

Un business capace di attrarre multinazionali ed investitori.

Se L’Italia non si da una svegliata, rischia di restare al palo. E certo che sarebbe davvero uno smacco notevole, eravamo i secondi produttori a livello mondiale di canapa…prima che fosse bandita.

Marijuana Italiana …suona pure bene!

Non trovate? Appunto quanto anche l’assonanza tra queste due parole possa essere uno slogan, un ulteriore valore aggiunto per il made in Italy. Rischiamo di perdere un treno che difficilmente passerà nuovamente, semplicemente per un’atteggiamento miope e pericoloso di chi “vede” pregiudizi ideologici  sbriciolati ormai dalla scienza.

Non solo, mentre paesi come l’Uruguay, gli Usa, il Canada si preparano a quella che è stata definita la rivoluzione verde, noi facciamo fatica a concertare delle politiche lungimiranti e che possano incrementare lo sviluppo della canapa light nel pieno rispetto delle leggi, della salute e della natura.

Marijuna light in the word

Dicevamo che tanti paesi stanno attuando politiche di sviluppo delle coltivazioni di marijuana light, vediao un breve excursus.

USA: 10 stati in cui è pienamente legalizzata la cannabis e 33 in cui è legale quella medica.

Non solo, persino il presidente Trump ha recentemente firmato il Farm Bill, la legge che regola l’agricoltura ha legalizzato la coltivazione e commercializzazione di canapa e derivati a lilvello federale negli stati uniti.

CANDA: A livello ricreativo dal 17 ottobre scorso, anche il popolo canadese ha ufficialmente reso legale la marijuana light.

E’ interessante soprattutto un dato, il primo mese di legalizzazione ha fatturato 54 milioni di dollari canadesi (circa 36 milioni di euro). Niente male non vi pare?

Marijunan light in Europa

In Portogallo, dal 2001 è stato depenalizzato il consumo di tutte le sostanze stupefacenti per sconfiggere la piaga dell’eroina (davvero molto diffusa, purtroppo). Che in questo modo si è abbassata del 70 %.

In Olanda che da anni tollera la vendita ed il consumo di marijuna, si sta ragionando su una legge che regolarizzi la produzione.

La Spagna, vuole diventare il primo paese europeo a legalizzare la canapa, dopo un vuoto legislativo che non prevedeva come reato, il consumo di cannabis nei luoghi privati e che aveva dato vita alle Cannabis Social Club.

Più veloci di loro, in realtà, potrebbero essere i cittadini Lussemburghesi che, dovrebbero a breve indire una conferenza stampa per annuncuiare la legalizzazione della cannabis per scopi ricreativi.

La marijuana light in Italia

La situazione Italiana che regolamenta la canapa light o marijuana light, è stata ampliamente descritta in molti altri dei nostri articoli e non vogliamo in questa occasione ripeterci.

Ci limitiamo a constatare che realtà lontane ma, anche popoli vicini al nostro bel paese, si stanno adoperando per colmare vuoti legislativi, cercare soluzioni di buon senso perchè l’uso e la produzione di canapa light e dei suoi derivati sia possibile.

Vorremmo quindi che lo stesso buon senso fosse fautore (come nelle altre nazioni) della legalizzazione della cannabis e non vessillo di un’idea avversaria, che penalizza l’economia, la salute e la natura del popolo italiano.

Marijuana light cosa pensa L’OMS

Il parere dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla canapa light

Bellastoria si propone come punto di riferimento sull’argomento: marijuana light e su tutte le sue sfaccettature. Dalla storia, alle curiosità, le novità. Ci piace parlare di tutto, noi la canapa light la produciamo ma, non ci limitiamo solo a quello. La passione per questa pianta, ci spinge a ricercare informazioni, pareri che possano interessare i nostri lettori. Oggi l’argomento è certamente tra i più interessanti e ricchi di speranza, non solo per chi come noi produce marijuana light ma per tanta gente, soprattutto per quanti nutrono pèerplessità e dubbi sulla pianta di canapa light.

Un lungo percoso, alla fine del quale, L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto le proprietà mediche della marijuana light, o più precisamente della cannabis ed ha chiesto che venga riclassifficata a livello mondiale.

L’OMS cambia il corso della storia sulla marijuana light

L’ennesimo passo in avanti, da quando nel lontano 1954, la cannabis venne inclusa nella convenzione unica degli stupefacenti. A distanza di più di 60 lunghi anni, il suo status è stravolto, grazie ad un costante lavoro di revisione e studio delle sue proprietà. L’OMS dopo la revisione sulla marijuana light, sta divulgando delle raccomandazioni scientifiche sul valore terapeutico della canapa light e dei suoi derivati.

La storicità di questo evento, cambierà il comportamento di molti governi. Saranno in tanti ad essere influenzati a livello globale sulle decisioni e sulle riforme ispirate a livello nazionale. In modo particolare siamo certi che tutto questo avverrà in maniera più decisa in quei paesi in cui non c’era in atto la vecchia convenzione sulla canapa.

Dice L’OMS

I trattati internazionali sulle droghe hanno a lungo ostacolato le riforme sulla marijuana light a livello nazionale, ora però, le raccomandazioni dell’ OMS invitano ad invertire decisamente la rotta sulla classificazione data dalle Nazioni Unite circa la cannabis appunto. Un segnale forte dicevamo all’inizio di questo articolo, l’ennesimo, che ci fa capire giorno dopo giorno la rivoluzione culturale e non solo, che la pianta di marijuana light sta provocando. Un’erba classificata per anni come stupefacente, ora è tutt’altro che pericolsa, anzi, ci si è resi conto delle sue straordinarie proprietà mediche. Poche cose nella vita hanno avuto un radicale cambiamento, soprattutto se si pensa che si è passati dal negativo al positivo (molto spesso avviene il contrario!).

I consigli dell’OMS sulla marijuana light

Il miglior consiglio suggerito dall’OMS è quello di eleminare dalla categoria più restrittiva (tabella IV) della convenzione unica sugli stupefacenti, la cannabis e la resina. Il Delta-9-tetraidrocannabinolo (THC per gli amici) dovrebbero essere spostati nella tabella I della convenzione del 1961, mentre gli estratti e le tinturedi cannabis dovrebbero addirittura essere rimossi ed inseriti nella tabella III, in quanto preparati farmaceutici contenenti THC.

Un chiarimento è stato fatto anche sul valore del THC che, nei preparati a base di CBD, in cui il tetraidrocannabinolo ha un valore al massimo dello 0,2% non sono sotto controllo internazionale. Già precedentemente L’OMS si era espressa sull’argomento, evidenziando che il CBD non va incluso nella convenzioni internazionali; tuttavia chiede di rendere ancora più chiaro questo passaggio.

C’è ancora da attendere e da sperare

Tutto molto bello vero? Ma bisognerà attendere ancora un po’ perchè si possa avere un riscontro legislativo. Certamente è un risultato epico, quello espresso dall’OMS e che dovrà sicuramente essere preso in seria considerazione, dal mondo intero. La primavera del 2020 segnerà una data importante, alla luce di quanto appena affermato, precisamente a marzo, la Commissione ONU sugli stupefacenti vedrà protagonisti i singoli paesi che, voteranno se accettare o meno le raccomandazioni dell’OMS sulla marijuana light, cannabis che dir si voglia e sui suoi derivati.

Canapa legale si riparte

Canapa legale Puglia si riparte

In puglia sta rinascendo la coltivazione di marijuana light

Eravamo un BelPaese con quasi 100 mila ettari di coltivazione di canapa. Ripartiamo dagli ultimi campi che furono adibiti per coltivare canapa, spariti definitivamente alla fine degli anni ’70 per dimostrare che la ripresa economica, l’occupazione può ripartire anche da qui, dal lavoro nelle campagne e dalla riscoperta di piante versatili, che possono (è proprio il caso di dirlo) far rifiorire un’economia agricola come quella pugliese ad esempio.

La coltivazione di marijuana light pugliese ha iniziato (o sarebbe meglio dire, ha ricominciato dopo parecchi decenni) a diffondersi quando il 14 gennaio 2017 la legge regionale è entrata in vigore. Secondo i dati della Coldiretti Puglia infatti, si sono moltiplicati i terreni e le produzioni di marijuana legale. Questo ha favorito anche una certa “inventiva” ed una ricerca ad idee innovative per la trasformazione della pianta di marijuana light o canapa che dir si voglia.

Questa pianta che naturalmente si presta in maniera eccellente per una moltitudine di azioni, è stata usata altrove, ad esempio nella birra, nella ricotta, ma non solo, anche per degli eco-mattoni isolanti, per olio antinfiammatorio e bioplastiche, passando per i semi per le tisane, la pasta, i taralli, biscotti, cosmetici, detersivi, vernici, cere, carta, imballaggi, pellet per il riscaldamento con combustione pulita.

La canapa light 100% utilizzabile

E’ proprio vero, dalla canapa light non si butta via nulla!Come dicevamo sono state molte le imprese agricole che dal 2017 hanno segnalato e denunciato fenomeni disorsivi e speculativi legati al mondo della canapa legale. I controlli che stanno interessando il settore della marijuana light, fortunatamente ci sono, in Puglia, abbiamo riscontrato negli ultimi anni degli sviluppi davvero interessanti ma, diventa indispensabile sapere e soprattutto rispettare la Legge italiana che, esiste…c’è.

Certamente andrebbe completata perchè possa essere ancora più efficace e perchè possa rispondere alle esigenze produttive e di mercato reali degli imprenditori agricoli.La nuova frontiera è la cannabis light, quelle particolari tipologie di piante cioè con un basso contenuto di Thc (principio psicotropo). Le attività nate in Puglia sono regolamentate dalla legge 242 del 2 dicembre 2016 “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa” che ha disciplinato il settore. Con la nuova norma non è più necessaria, infatti, alcuna autorizzazione per la semina di varietà di canapa certificate con contenuto di Thc al massimo dello 0,2%, fatto salvo l’obbligo di conservare per almeno dodici mesi i cartellini delle sementi utilizzate. Resta il divieto di utilizzo di foglie e fiori di canapa per scopo alimentare”.Parlando del contenuto di Thc all’interno delle piante di canapa legale allora, le analisi dovranno portare dei valori che possono oscillare dallo 0,2% allo 0,6% senza comportare alcun problema per l’agricoltore. Al momento risulta consentita – precisa Coldiretti Puglia – solo la coltivazione delle varietà ammesse, l’uso industriale della biomassa, nonché la produzione per scopo ornamentale, mentre per la destinazione alimentare possono essere commercializzati esclusivamente i semi in quanto privi del principio psicotropo (Thc).

La diffusione della canapa legale in puglia dal punto di vista colturale è certamente un altro aspetto positivo nella coltivazione marijuana, è quella di essere a basso impatto ambientale, non solo, la marijuana light sarebbe in grado di ridurre il consumo del suolo, la percentuale di desertificazione e la perdita della bio diversità…mica male, non trovate?

Sarebbe quindi davvero utile ed importante poter e saper formare le aziende agricole per favorire la qualità della produzione di canapa legale, supportarle inoltre nella trasformazione del prodotto, scongiurando l’alterazione della legge italiana di riferimento anche mediante un sistema di controllo delle filiere per favorire la legalità, prevenendo quindi comportamenti illeciti o truffe.

Ricordiamo che negli anni quaranta, l’Italia era il secondo paese al mondo per la coltivazione marijuana ( o canapa che dir si voglia). Promuoverla all’estero per far ripartire questo importante settore economico, con tutte le filiere di trasformazione annesse, beh, sarebbe davvero un grande punto a favore dell’economia agricola.

Cannabis legale in cucina

Come sarebbe cucinare con la marijuana light

Sì, la cannabis accompagna la storia dell’uomo da millenni, come più volte abbiamo detto in tanti articoli. Per i tessuti, per la carta e per scopi medicinali, ma chi l’avrebbe mai pensato che si potesse usare la cannabis legale anche per cucinare? In alcune culture questo avviene già, la cannabis è un ingrediente consueto della loro alimentazione.

Partendo da un concetto molto semplice che: della pianta di marijuana non si butta via nulla, analizziamo ad esempio il seme della cannabis legale e cerchiamo di scoprire quali possibilità si potrebbero creare se fosse usato in cucina.

Piccolo, delicato e molto prezioso, i semi della cannabis sono ricchi, tanto per fare un esempio, di vitamina D e acidi grassi essenziali. La vitamina D è quella fondamentale per l’assorbimento del calcio nelle ossa, mentre i grassi essenziali, come l’Omega 3, hanno una benefico effetto nella prevenzione di alcune malattie cardiache. Sono ricchi anche di carboidrati, vitamine A, E, B e sali minerali come ferro e fosforo. L’olio di marijuana light
presente in una percentuale che può arrivare al 30% nei semi di canapa legale, è composto per quasi il 75% di acidi grassi polinsaturi (acido linoleico). Questo, se fosse assunto in una giusta dose è considerato un aiuto per il ricambio cellulare. Un altro componente, presente è l’acido linolenico, che aiuta invece il ricambio dei lipidi. Sia l’olio sia i semi di cannabis decorticati danno il meglio di sé se non vengono usati previa cottura.

Chiaro che parliamo ancora di una questione futura, di come sarebbe poter cucinare sfruttando i benefici della marijuana light. Immaginate una cucina naturale che porterebbe moltissimi benefici al nostro organismo Sarebbe bello che, quando si parla di cannabis o marijuana legale, venisse anche detto, fuori da ogni ideologismo, che i semi di queste piante sono ingredienti fondamentali della cucina naturale. I semi, oltre a quanto sinteticamente detto prima, sono quelli con il valore nutrizionale più elevato tra i semi oleosi. Oltre a tutto ciò hanno anche un effetto positivo sulla stessa terra in cui crescono perché non necessitano di pesticidi. È il loro guscio che ne mantiene conservati olio e vitamine. Un solo seme di cannabis ha dentro di sé tutti gli aminoacidi di cui necessitiamo e sappiamo quanto essi siano fondamentali per la sintesi delle proteine e per il corretto funzionamento del sistema immunitario.

In cucina questi semi potrebbero davvero fare la differenza, soprattutto in funzione dei ritmi di vita attuali, frenetici e che molto spesso non ci permettono di seguire delle diete equilibrate e ricche di tutti quegli alimenti salutari per la nostra salute. Nel caso dei semi di marijuana light e dell’olio di cannabis, riusciremmo davvero, con un solo alimento a dare una grossa mano al nostro corpo e probabilmente a vivere in maniera più sana.

Marijuana quando e perchè è diventata illegale

L’Italia coltivava canapa, poi è stata proibita fino all’arrivo della marijuana light

Strano a dirsi, eppure, anche l’Italia un tempo è stata per moltissimi anni una grande produttrice di cannabis; la cosa non deve sorprendere visto che si sta parlando di canapa in fondo. Uno dei motivi dello sviluppo di tale vasta produzione era anche legato al fatto che si poteva coltivare (non marijuana light) su terreni dove sarrebe stato impossibile coltivare altro. Ebbene si, l’Italia tra i primi produttori al mondo (in quel periodo) diventando anche fornitore della marina inglese. Tra le zone della nostra penisola in cui si produceva la maggior quantità di canapa legale (di quei tempi) vi erano certamente le provincie di Bologna e Ferrara. Il 1937 fu l’anno della svolta (diciamo) fu infatti in quell’anno che nacque la Marijuana Tax Act che, praticamente, bandì la coltivazione di tale pianta negli Stati Uniti (così come descritto nell’articolo riguardante la storia della marijuana light). Dopo quella restrizione anzi proibizione, furono in molti i paesi che decisero di seguire l’esempio degli Stati Uniti. I motivi su cui si basò tale decisione furono definiti scientifici e sottolineavano ed enfatizzavano la capacità di tale pianta (la marijuana appunto) di far impazzire le persone. In realtà, esistono teorie per cui la campagna di demonizzazione della marijuana avesse delle motivazioni economiche più che di salute. Furono infatti gli anni in cui il colosso DuPont aveva brevettato il nylon (nylon vs canapa) e furono gli anni in cui il magnate della carta stampata Hearst aveva bisogno di carta da albero: cosa su cui aveva fatto più che ingenti investimenti. Qualche “maligno” quindi ha fatto due più due e ha letto, nella massiccia e persistente campagna anti-marijuana dei suoi giornali un modo per aiutare la sua impresa e quella nascente legata alla diffusione appunto del nylon.

Un altro aspetto che contribuì a rendere illegale la coltivazione della marijuana è una teoria che riguarda il sopravvento dell’industria (avvenuto proprio in quegli anni) a discapito appunto dell’agricoltura, in particolar modo sulla produzione di cannabis. Sostanzialmente molti storici trovano la storia della marijuana in qualche modo legata a quella dei nascenti gruppi industriali americani: come dicevamo la DuPont per le fibre artificiali, Hearst per la carta ma anche le compagnie petrolifere che preferivano appunto l’oro nero per la produzione di energia e non certo l’olio che dalla canapa si ricavava. La produzione di canapa, cannabis, marijuana andava fermata in qualche modo. Come? Con una legge che sancisse la pericolosità e che la mettesse al bando.

Una teoria bislacca? O ci si può vedere qualcosa di reale?

La storia non è forse ricca di decisioni politiche fatte passare per salvaguardia della salute, ma che si sono rivelate (col tempo) solo dei retroscena economici?

Marijuana light storia infinita

Raccontiamo l’inizio dell’attuale marijuana legale

Partiamo dal nome cannabis, in latino, tradotto come marijuana in spagnolo, che diventa certamente il più diffuso nel mondo, attualmente in Italia si parla molto di marijuana light cioè di quella variante che identifica una varietà di marijuana legale che rispetta i termini di legge.

Si perde nelle notte dei tempi il significato del nome della cannabis ed è strettamente legata a varie forme di proibizionismo su cui tanto si è dibattuto e tanto, ancora, si dibatte. Quando si parla di proibizionismo la mente va subito agli alcolici, in un certo senso, non è sbagliato. Tale termine è divenuto famoso ed è intrecciato alla storia degli Stati Uniti nel periodo tra gli anni ’20 e i primi anni ’30. Sull’onda di un certo puritanesimo il Governo USA, esattamente nel 1919, emanò il famoso XVIII emendamento che rese ufficiale la proibizione, appunto, di produrre, vendere e trasportare alcolici. Vi chiederete cosa c’entra a questo punto l’alcool con la canapa? Ora ci arriviamo, perchè il passaggio da quel concetto di proibizionismo a quello riguardante la cannabis o marijuana è, forse, reso più chiaro dal fatto che entrambi nascono da un’impostazione politica e ideologica per cui certe sostanze sono dichiarate nocive. Questo ha riguardato anche la marijuana a partire da un certo punto della sua storia. In pratica gli stati si ritengono (giustamente o meno non sta a noi dirlo) responsabili della protezione dei cittadini e della società dall’uso conseguente di determinate sostanze. A livello teorico il proibizionismo limita, per motivi di ordine pubblico e salute, una buona parte di libertà individuale.

Una lunga storia quella della marijuana light, iniziata davvero moltissimi anni fa e che ha portato l’evoluzione di questa pianta fino alla marijuana legale che conosciamo oggi. Dicevamo comunque che la storia della cannabis è lunghissima e vedremo perché. Intanto si può dire che si tratta di una pianta che ha, tra le sue caratteristiche, quella di essere nello stesso tempo una droga e una fibra. Proprio questa sua duplice natura ne può, in parte, spiegare il motivo per cui risalga ad oltre 10.000 anni fa la sua coltivazione. In alcune popolazioni dell’Asia veniva utilizzata anche per scopi medici e rituali. Pare che anche gli Ariani ne facessero uso e siano stati i responsabili della loro diffusione tra gli Assiri e tra alcuni popoli dell’India. Vi sarebbero tracce letterarie di questo, pare, anche nei testi Veda. Secondo un articolo di un sito specializzato in argomenti dedicati all’Asia ed all’Oriente c’è anche un antichissimo trattato di farmacologia cinese che fa riferimento alla cannabis per uso medico; e siamo nel lontano 2737 a.C. Ma anche nomi come Plinio o lo stesso Marco Polo riportano testimonianze dell’uso della cannabis fin da tempi molto antichi. La cannabis dovrebbe essere stata introdotta in Europa attorno al 500 a.C. dando vita, nel tempo, ad una coltivazione decisamente estesa e massiccia, anche per la produzione di capi di vestiario; seppure non fosse certo disdegnato il suo utilizzo anche come sostanza dalle proprietà psicoattive. Come abbiamo potuto riscontrare nel nostro veloce excursus storico, quella della marijuana light è davvero una storia incompiuta e senza tempo, di quelle che iniziano con “c’era una volta…” e che speriamo possa terminare con la miglior fiabesca frase: “…e vissero tutti felici e contenti”.

Marijuana light direttamente a casa tua

Pochi click per ricevere marijuana legale a domicilio

Bellastoria è il marchio che ti pemette di ricevere direttamente a casa tua la miglior marijuana light del web, bastano pochi click e la nostra canapa legale ti verrà consegnata velocemente ed a domicilio. Il nostro sito ti permetterà di scegliere tra le diverse tipologie di canapa legale che Bellastoria produce nelle soleggiate terre del sud d’Italia. La coltivazione della nostra marijuana light infatti avviene secondo gli antichi saperi contadini, nelle profonde terre di Puglia, tra ulivi secolari e mandorleti.

Ogni pianta è trattata nel pieno rispetto dell’ambiente e dei naturali tempi di coltura. Nessun prodotto chimico ma solo fertilizzanti naturali e tanto, tanto, lavoro ci hanno portato a contraddistinguerci sul mercato per l’eccellenza delle nostre infiorescenze.

Bellastoria, produce e vende la marijuana light di puglia, particolarmente apprezzata per il suo profumo di agrumi e la resinosa consistenza delle BUD.

Non solo però una ricerca qualitativa ma anche delle vere e proprie bustine di canapa per uso collezionistico dalle grafiche accattivanti, divertenti che stanno conquistato gli appassionati del settore. La christmas Bud prima ed ora le nuova Budman che sarà affiancata prestissimo da altre nuovissime idee made in Bellastoria …chiaramente.

Oltre alla marijuana light vogliamo anche divulgare e far conoscere i pregi ed i benefici che la canapa legale con i suoi derivati possono apportare all’uomo e non solo. La salute degli animali e dell’ambiente è per noi importante, ecco perchè tutti i nostri prodotti sono 100% naturali.

Riteniamo che la conoscenza dei benefici dati dal CBD (cannabidiolo) sia fondamentale nella nostra attività in quanto è efficace per numerose patologie come: ansia, stress, insonnia, dolori muscolari, regola la pressione, migliora la circolazione e molto altro.

Ormai siete diventati tutti esperti, sapete come ordinare scarpe ed abbigliamento direttamente da casa vostra, se vi dicessimo che da oggi potete fare lo stesso per ricevere anche la marijuana light a domicilio?

Basta scegliere bellastoriaonline.com

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